«Pdl, libertà e sussidiarietà saranno i valori fondanti»

INTERVENTI Pallone: «I nostri principi punti di riferimento per il centrodestra». Sammarco: «Interpretiamo con entusiasmo la grande sfida lanciata da Berlusconi»

Da Forza Italia al Pdl rivendicando tutte le scelte che hanno caratterizzato l’azione politica del partito fondato nel 1994 da Silvio Berlusconi e anche il merito di essere stati «il primo partito a Roma a svelare che Veltroni era un bluff». C’era tutta la leadership romana e regionale degli azzurri ieri pomeriggio all’Auditorium di via della Conciliazione per l’ultima iniziativa organizzata nella capitale da Forza Italia prima della nascita del Pdl che avverrà il prossimo 27 marzo.
Sala gremita, con tante bandiere azzurre e tricolori, gli interventi più attesi della platea erano quelli del commissario europeo ai Trasporti Antonio Tajani e del capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto. «Voglio ricordare che Forza Italia è stato il partito a Roma a dire che c’era un incantesimo attorno a Veltroni, che sembrava fosse un sindaco efficiente in una città perfetta - ha detto Cicchitto - Noi abbiamo detto che il re era nudo e la città abbandonata a se stessa, sia per quanto riguarda la gestione dell’immigrazione che le opere pubbliche. Il caso Reggiani ha scosso la città e ha fatto emergere tutte le contraddizioni del metodo Veltroni». Tajani invece si è soffermato sul processo di formazione del Pdl, attraverso la fusione di Forza Italia, An e altri partiti minori di centrodestra: «Il Pdl non è la fine di Forza Italia, è il suo naturale compimento, il successo del suo progetto politico. Siamo nati per difendere la libertà e la democrazia e dobbiamo andare fieri di quello fatto in questi 14 anni. Ora ci Apprestiamo a dare vita al progetto politico a cui Berlusconi ha dedicato i migliori anni della sua vita». Il sottosegretario ai beni cultuali Francesco Giro ha ricordato come «all’inizio del suo mandato ho avuto delle frizioni con il sindaco Alemanno ma ci siamo parlati e ora abbiamo individuato un’intesa con la giunta su alcuni temi che riguardano i temi culturali». In platea, in rappresentanza di An è intervenuto il coordinatore Francesco Aracri che ha chiesto di «creare un partito che non nasca nei corridoi delle segreterie ma dalla strada e dai militanti. La politica è sangue e passione». Tanti gli interventi che si sono susseguiti. Tra i relatori anche l’assessore capitolino alla Casa Alfredo Antoniozzi e il capogruppo azzurro alla Regione Lazio Alfredo Pallone (che sarà candidato alle prossime elezioni europee), secondo il quale «i valori fondanti di Forza Italia, la libertà e la sussidiarietà, saranno punti di riferimento irrinunciabili anche per il nascente Pdl». «Umanamente - ha detto Gianni Sammarco, deputato e commissario azzurro di Roma - abbiamo un po’ di rimpianto a lasciare la bandiera di FI,che sventoliamo dal’94, ma abbracciamo entusiasti la grande sfida del Pdl, lanciata da Silvio Berlusconi e legittimata da milioni di elettori italiani con il loro voto. Un processo irreversibile che va incontro alla precisa volontà dei nostri elettori. Il Popolo delle Libertà non è una fusione a freddo o forzata come quella del Pd ma un partito che nasce da anni di governo nazionale e locale, di idee condivise».