Pdl, meno tasse e più sviluppo: ecco i principi guida del programma

Il programma in 10 punti. L’ex premier assicura: "Rimoduleremo i piani in base alle priorità che ci indicheranno i cittadini partecipando alle primarie"

Roma - «Il Popolo della libertà sarà protagonista e noi vogliamo far partecipare la gente alla definizione delle priorità del nostro programma». Silvio Berlusconi, secondo quanto riferito dai partecipanti all’incontro con i coordinatori regionali del Pdl, crede fermamente nella consultazione della base elettorale di questo fine settimana per rendere aderenti alle aspettative della base i dieci punti programmatici per cambiare l’Italia. Oltre 8mila gazebo, quindi, serviranno a verificare quali temi i cittadini di centrodestra ritengano di fondamentale importanza per il futuro del Paese.

Il programma, come preannunciato da Altero Matteoli (An) e Raffaele Lombardo (Mpa), sarà presentato probabilmente domani di modo che i simpatizzanti possano esprimersi nel weekend sulle tre tematiche più «calde»: crescita e sviluppo, famiglia e sicurezza. Ma in ognuna delle schede consegnate agli elettori sarà presente uno spazio per segnalare un’iniziativa ritenuta necessaria di modo che, alla partenza della campagna elettorale, il progetto del Pdl venga «modulato» in base alle indicazioni dei cittadini.

Come ha detto Silvio Berlusconi, «la nostra coalizione sarà molto coesa e potrà realizzare senza contrasti» i propositi di governo. Lo schema predisposto dai think tank del centrodestra si articola, come detto, su dieci punti. Al primo posto il capitolo «Difendere e far ripartire l’economia italiana», incentrato da una parte sulla riduzione della pressione fiscale (detassazione degli straordinari, progressiva abolizione dell’Irap, protezione del made in Italy e rilancio delle grandi opere). Segue la parte su «La giusta imposta», volto alla totale eliminazione dell’Ici sulla prima casa, tassazione forfetaria sugli affitti e riforma degli studi di settore con attenzione all’evasione. Al terzo posto «Legge e ordine» sintetizzabile in cinque azioni: prevenzione dei reati, potenziamento dei poliziotti di quartiere, aumento delle risorse, certezza dalle pene e costruzione di nuove carceri.

«Una casa per tutti» è la parte che prevede la realizzazione di 100mila alloggi di edilizia economico-popolare e il fondo di garanzia per i mutui. Questo tema si associa ai punti 6 e 7: «società più solidale basata sulla famiglia» (aiuti alle famiglie bisognose, aumento delle pensioni, reintroduzione del bonus-bebè, stabilizzazione del «5 per mille») e «Un futuro migliore per i giovani (prestiti d’onore, totalizzazione dei contributi previdenziali e bonus locazioni). La sanità, quinto pilastro del programma Pdl, è una tematica che sarà affrontata in continuità con la precedente esperienza di Berlusconi al governo (attuazione della Fini-Giovanardi sulle droghe, rilancio del servizio sanitario nazionale e trasparenza nella scelta dei manager delle Asl).

Tutti questi punti saranno sintetizzati nelle tre schede consegnate agli elettori nel prossimo weekend. Certo, Berlusconi ha già un’idea chiara di come affrontare inizialmente un nuovo mandato a Palazzo Chigi: «Abolizione dell’Ici, detassazione degli straordinari e sicurezza» sono gli obiettivi per i primi cento giorni di governo, intenzioni basate sulla «vecchia ricetta liberale di sempre». Ma «in testa a tutti questi problemi - ha spiegato il Cavaliere - c’è quello dell’emergenza rifiuti a Napoli: sto studiando di notte come risolvere questa situazione». Il caso campano, infatti, trova ampio spazio nella disamina della questione «Scuola, università e ambiente» dove troveranno posto non solo le «tre i» dimenticate dal ministro Fioroni (inglese, Internet e impresa), ma anche la detassazione degli utili di impresa reinvestiti in innovazione tecnologica (e forse anche in formazione) oltre alla libera trasformazione delle università in Fondazioni.

Sud e federalismo, infine, sono due temi che si sorreggono l’un l’altro perché l’attuazione del federalismo fiscale, caro alla Lega, non prescinderà dalla solidarietà e dagli investimenti necessari al superamento della «questione meridionale». Anche in questo senso le indicazioni che proverranno dai gazebo saranno fondamentali. Senza dimenticare i 200 camper a disposizione dei candidati per attraversare 8.100 Comuni e per ascoltare la voce della gente.