Il Pdl mostra il conto al rosso Ferrando

Davvero Marco Ferrando, leader-portavoce nazionale del Pcl (Partito comunista dei lavoratori) si aspettava che dichiarazioni del genere non avessero poi conseguenze? Evidentemente sì, se di fronte a un esposto dei vertici del Pdl piemontese ha risposto che «lui non si farà intimidire». Però. Pensare che, vista da fuori, sembrava proprio che fosse lo stesso Ferrando a voler intimidire, quando ha lanciato una campagna dal titolo «Fare in italia come in Tunisia e in Egitto», col fine di organizzare «una grande marcia nazionale, operaia e popolare, su palazzo Chigi, per imporre a Berlusconi le dimissioni». Da qui la presentazione alla magistratura di un esposto con l’accusa di «istigazione alla rivolta contro il premier Berlusconi» da parte del coordinatore piemontese del Pdl, il senatore Enzo Ghigo, e il suo vice vicario, il deputato Agostino Ghiglia.