Pdl in piazza: «Città più sicura»

Il Popolo della Libertà prova a battere un colpo e a tornare per strada con banchetti, proposte e poteste sui temi che più stanno a cuore ai genovesi. A pensarci cono il capogruppo in consiglio regionale Matteo Rosso e il responsabile regionale della sicurezza per il partito Gianni Plinio. Da domani mattina promuovono una serie di appuntamenti chiamati «Settimane della sicurezza» con presidi nelle zone di Genova che maggiormente avvertono il problema microcriminalità. Si comincia domani alle 10 in piazza della Commenda di Pré con la raccolta firme per sollecitare interventi più adeguati di sorveglianza e di controllo.
«Partiamo da un luogo simbolo del degrado cittadino quale è la Commenda di Prè diventato zona d'incontro per immigrati extracomunitari, spesso ubriachi e rissosi, e trasformato nel tempo da monumento nazionale in orinatoio a cielo aperto - raccontano Gianni Plinio e Matteo Rosso -. Con noi saranno presenti i consiglieri comunali Stefano Balleari e Giuseppe Cecconi e il consigliere del Municipio Centro Est Elio Salterini».
Le settimane della sicurezza hanno già due tappe definite in calendario: la prossima sarà nei giardini antistanti la stazione ferroviaria di Brignole sembra più oggetto di zingari e senza fissa dimora che hanno letteralmente occupato ogni aiuola, panchina e spazio verde, quindi ci si sposterà a ponente nella zona di Sampierdarena: «Con questa iniziativa intendiamo corrispondere alle sollecitazioni che ci sono pervenute da tanti cittadini genovesi esasperati e preoccupati per la escalation delinquenziale da tempo in atto in città - dichiarano i due esponenti del Popolo della Libertà che attaccano senza mezzi termini l’inefficienza della giunta guidata da Marta Vincenzi - . L'iniziativa che stiamo promuovendo vuole anche essere una presa di contatto diretta con la gente e un pesante atto di accusa nei confronti della Sindaca Vincenzi da sempre sorda alla richiesta di sicurezza che proviene indiscriminatamente dai cittadini genovesi al di la delle singole appartenenze politiche».