Pdl pronto alla sfida ma col Pd fuorigioco si scalda Albertini

Il giorno dopo le primarie, il Pd fa harakiri. La vittoria di Giuliano Pisapia, candidato sostenuto dalla sinistra critica, costringe quei dirigenti locali del partito di Bersani che avevano messo subito il marchio su Stefano Boeri a presentare le dimissioni, entro una settimana si saprà se vengono accettate. Giornata di processo interno nel centrosinistra e di grandi manovre a destra. La parola d’ordine nel Pdl è attendere. Finchè il quadro nazionale non sarà chiarito, vietato giocare a carte scoperte e colpire duro sulle (eventuali) alleanze. Fli e Udc ragionano sul terzo polo, l’ex sindaco Gabriele Albertini fa un passo avanti e dieci indietro sull’ipotesi di candidarsi: oggi a Roma incontrerà Fini, Rutelli e Casini. Il sindaco Letizia Moratti ieri ha aperto un tavolo di confronto sul programma con i finiani (si incontreranno al più tardi lunedì prossimo), ha lavorato sui manifesti e programma con Casero e Comi. Nel pomeriggio ha visto i dirigenti della Lega che non hanno alzato polemiche su Fli, ma una proposta che ne scatenerà certamente da sinistra: «Dal 2011 - anticipa Salvini - vogliamo che case popolari e bonus vengano assegnati agli stranieri secondo il criterio di proporzionalità. Sono il 15% dei cittadini e questo deve essere il tetto massimo».
Su terzo polo e discesa in campo di Albertini la Moratti glissa: «Non mi interessano le alchimie partitiche, penso solo a lavorare per la città». A rendere gli equilibri nel centrodestra più instabili potrebbe essere l’ipotesi di ritrovarsi con la poltrona più alta del Pirellone da rimettere in gioco. Formigoni ha ammesso: «Sono pronto a valutare un impegno a Roma in un eventuale Berlusconi bis».