Il Pdl riparte dalla zona-Predellino «È una risposta a chi vuole la crisi»

Il Predellino non è lontano. E potrebbe non essere solo una vicinanza geografica: «Il discorso del Predellino fu a due passi dal teatro Nuovo, a San Babila» rileva il ministro Mariastella Gelmini, ex coordinatrice lombarda di un Pdl che sente aria di elezioni anticipate e avvia il motore della mobilitazione generale e straordinaria a sostegno del governo e del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Intanto manifesta solidarietà con il direttore editoriale del «Giornale» Vittorio Feltri.
Domani la manifestazione di sostegno al governo e al premier, dunque. «Sarà la risposta a chi chiede le sue dimissioni», taglia corto la Gelmini, che non vuol sentir parlare di «ipotesi oniriche e giochi di palazzo». Sarà «una risposta», precisa il ministro e coordinatore nazionale del partito, Ignazio La Russa: «Dimostreremo che ci siamo, che stiamo governando e diciamo no ai teatrini inutili». È il giorno della verità, il primo di una lunga serie: alle 10 e 30 il Pdl riunirà al teatro Nuovo con ministri e militanti. Già oggi saranno in piazza i banchetti: Venti, in tutte le zone, aperti dalle 9 alle 20. La manifestazione è stata presentata ieri dallo stato maggiore del partito: oltre ai ministri e ai sottosegretari Daniela Santanchè, Luigi Casero, Mario Mantovani e Laura Ravetto, c’erano il coordinatore regionale, Guido Podestà, e quello comunale vicario Marco Osnato.
Ma non sarà l’occasione per l’investitura ufficiale della Moratti-candidata: «È ozioso chiedere della candidatura - ha scandito Podestà - non dobbiamo ogni giorno annunciare che il sole sorge ad Est». «La Moratti ci ha pregato di non anticipare le manifestazioni che riguardano le Comunali fino a metà dicembre - ha spiegato La Russa - sarà con noi domenica per testimoniare che è il nostro sindaco. Poi per la ricandidatura ufficiale ci sarà anche Berlusconi». In realtà non è escluso che Berlusconi possa fare una «sorpresa» anche domani, ma molto dipenderà dagli impegni romani del premier.
Di sicuro ci saranno la Moratti e il governatore Roberto Formigoni, ma il Pdl continua a tenere separati il piano dell’azione politica e quello del lavoro amministrativo e delle prospettive per le Comunali. Questa sarà una manifestazione di partito. E più emergono le reali intenzioni del gruppo scissionista guidato da Gianfranco Fini, più si allontana la possibilità di un accordo milanese in vista delle Comunali. «Forse è prematuro per parlarne» ammette il coordinatore Podestà, rimandando anche ogni possibile valutazione sull’Udc. «Non possiamo permetterci esperimenti» taglia corto la Ravetto, mentre La Russa chiude decisamente ai finiani: «Esperimenti? Con Chi? Non capisco la domanda, qui a Milano tutto è giù stato sperimentato».
In piazza dunque, per spiegare quel che il governo ha fatto per la sicurezza della città, per il lavoro, per una scuola più meritocratica. E in piazza per mostrare anche «plasticamente», come ripetono tutti, che il partito è «compatto e radicato», e che sostiene il premier. E sostiene anche Vittorio Feltri, il direttore editoriale del Giornale, oggetto di una sanzione dell’Ordine. La solidarietà del Pdl è unanime: «Contro di lui una scelta politica più che disciplinare - ha detto La Russa - e lo dimostra il fatto che l’Ordine si è spaccato in due, mentre di solito si decide a larghissima maggioranza. Qualunque altro giornalista al posto suo, sarebbe stato solo censurato». Mentre la leader del Movimento per l’Italia, Daniela Santanchè, annuncia che i suoi militanti sono «in sciopero della fame per protestare contro la sospensione di Feltri, che ha tutta la nostra solidarietà».