Il Pdl ritorna nelle piazze coi "gazebo della libertà"

I cittadini potranno votare i provvedimenti ritenuti più importanti. In autunno la kermesse del partito

Sedici gazebo a Milano, ottantacinque in provincia e trecentottanta in tutta la regione. Per la prima volta dopo le elezioni, il Pdl torna in piazza con le bandiere del partito che sarà. Sabato e domenica dirigenti e militanti di Forza Italia e An presenteranno un questionario ai cittadini, che potranno così dire la loro. E se tutto procede come nei piani, il Popolo della libertà sarà battezzato in autunno con una kermesse in Lombardia alla presenza di Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini e dei ministri. Nel corso della convention saranno presentati i candidati alle provinciali del 2009.
«Scegli i provvedimenti che ti piacciono di più» chiede il foglio che sarà distribuito nel week end e elenca ventuno misure del governo tra cui la legge speciale per i rifiuti in Campania, i poteri straordinari al prefetto di Milano per risolvere l’emergenza Rom, il piano casa per le giovani coppie, la Robin Hood Tax per distribuire denaro a chi ha bisogno. Il manifesto comune con il simbolo del Pdl è stato presentato dal coordinatore regionale azzurro, Guido Podestà, dal coordinatore di An, Massimo Corsaro e dai coordinatori cittadini di An, Umberto Maerna, e di Forza Italia, Luigi Casero, che è anche sottosegretario all’Economia. «In Lombardia andremo a costituire il Pdl per la metà di settembre, in competizione forte con i nostri alleati» prevede Podestà. Sulla stessa linea Corsaro: «Vogliamo anticipare tutte le altre Regioni e sabato e domenica sarà l’avvio di un percorso che porterà a un nuovo soggetto politico».
Nell’attesa il coordinatore di An stoppa gli aspiranti “usurpatori” del simbolo, a partire da Silvia Ferretto, la consigliera su cui pende la richiesta di espulsione da An: «Diffidiamo dall’utilizzare il simbolo del Pdl, che può essere riferito solo a An, Forza Italia o a altri gruppi autorizzati».
Si parla del Pirellone e Podestà sottolinea che Forza Italia si aspetta ancora qualcosa. «La provincia di Milano non è sufficientemente rappresentata in Regione e stiamo discutendo qualche possibile soluzione» spiega il coordinatore di Forza Italia. L’allusione è a un’eventuale sostituzione dell’assessore all’Ambiente, Marco Pagnoncelli, con Stefano Maullu, eletto appunto a Milano. Più conciliante Corsaro sulla scelta del vicepresidente che sostituirà Viviana Beccalossi: «An ha proposto alcune soluzioni e non è un dramma se Formigoni ci chiede qualche giorno per decidere».
Podestà non si sottrae all’argomento provinciali («per Milano c’è la mia candidatura e quella, assolutamente spendibile, del vicesindaco Riccardo De Corato») ma ricorda che bisogna prima mettere a fuoco se ci sarà la provincia di Milano o la città metropolitana: «Ho parlato con il presidente Berlusconi e con il ministro Fitto, che si è preso una pausa di riflessione fino a settembre». Ciò di cui Podestà è certo è che si farà la provincia di Monza: «Non è in discussione. Ormai ha una sua strada definita: ha ottocentomila abitanti, non è la provincia di Fermo».