Il Pdl sceglie il silenzio e diserta i funerali Casini: «Meglio le assenze della finzione»

RomaNessun revisionismo, nessun insincero onore delle armi, nessun omaggio ipocrita, nessuna dichiarazione sul filo dell’acrobazia verbale. Il Pdl decide di evitare i funerali di Oscar Luigi Scalfaro. E sceglie un eloquente silenzio rispetto al giudizio su una delle figure più controverse della nostra storia repubblicana.
La cerimonia funebre viene officiata nella chiesa di Santa Maria in Trastevere da monsignor Vincenzo Paglia. Pd e Udc sono rappresentati ai massimi livelli. Ci sono il segretario Pier Luigi Bersani, Massimo D’Alema, Enrico Letta, Dario Franceschini, Rosy Bindi. Presente anche Romano Prodi e il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, insieme a diversi esponenti del Terzo Polo, come Francesco Rutelli. Nessun leader del Pdl sceglie di rendere omaggio all’ex Capo dello Stato ai funerali o alla camera ardente. Uniche eccezioni, quelle di Gianni Alemanno, Beppe Pisanu e Lamberto Dini. Un’assenza che per Casini è meglio di una partecipazione non spontanea. «Pdl assente alla camera ardente per Scalfaro? All’ipocrisia preferisco il silenzio» commenta il leader centrista su Twitter. «Manifestazioni ipocrite - aggiunge il leader dell’Udc - sarebbero ben peggio di un dignitoso silenzio».
I pochi dirigenti del Pdl presenti alla camera ardente o al funerale si comunque concedono ai cronisti. «Contro Scalfaro ci sono stati momenti di polemica forse eccessivi» dice il sindaco di Roma che rende omaggio all’ex presidente della Repubblica nella camera ardente. «Era un politico di altri tempi - continua Alemanno - si poteva condividere o meno, sembrava tanto rigido ma quando ci si parlava a quattr’occhi aveva una disponibilità tutta diversa dall’immagine che si aveva di lui. Aveva profondi valori umani». Un pensiero rivolto soprattutto allo Scalfaro democristiano arriva da Giuseppe Pisanu. «È stato custode geloso della Costituzione. I ricordi su di lui sono tanti perché era un personaggio di riferimento per i giovani della Dc. Lascerà un segno, soprattutto per la sua lezione ai giovani». Un omaggio arriva anche da Lamberto Dini, l’uomo che nel ’95 ricevette da Scalfaro l’incarico per guidare il famoso governo del ribaltone. «Gli storici diranno che è stato un grande presidente. Oggi ne dobbiamo riconoscere i meriti: la sua fermezza e la difesa delle istituzioni repubblicane». Sullo sfondo due episodi che accendono qualche polemica a livello locale. Il consigliere capitolino del Pdl Federico Mollicone scrive su Twitter: «Scalfaro: io non ci sto... non ci sto... non ci sto... più». Mentre nell’assemblea comunale alcuni esponenti dell’Api e de La Destra di Storace disertano il minuto di silenzio. Lo stesso fa il Pdl bolognese. «Eravamo in aula per rispettare la morte dell’uomo ma non nei banchi per esprimere il nostro dissenso nei confronti del suo operato come presidente della Repubblica» spiega il capogruppo Marco Lisei. «Nella vita bisogna essere coerenti e sarebbe ipocrita esaltare oggi quello che sino a ieri hai criticato e stigmatizzato».