Il Pdl si ribella all’accordo con la sinistra

(...) fare cenno a un «governo di salute pubblica» per curare Genova nei panni della grande ammalata. Ma l’intervista al direttore di Babboleo News, Davide Lentini, coglie di sorpresa la politica che sta per risvegliarsi dal torpore natalizio. «Io credo che immaginare un governo di salute pubblica per Genova non sarebbe una cosa del tutto sbagliata - la butta lì come fosse una cosa scontata -. Non so se ci sono le condizioni per farlo perché la sinistra è molto forte, quindi potrebbe non aver voglia di ragionare a 360 gradi ma se avesse un po’ di forza e di coraggio credo che guardare a questa città per cavarla dalle secche non sarebbe male. Quando si è in grande difficoltà di solito ci si mette tutti a remare verso l’obiettivo dell’approdo sicuro». Insomma, oltre all’autoinvito, c’è anche il bel gesto che rende omaggio alla superiorità della sinistra. E l’offerta di tregua: «Noi siamo da tanto all’opposizione e potremmo gridare “È colpa vostra”. Io dico che è colpa sicuramente loro ma non ci esimiamo dall’assumerci delle responsabilità: se ci fosse da parte della sinistra cui riconosciamo ruolo di rilevante peso in questa città io credo che si siederemmo volentieri attorno a un tavolo a discutere di un progetto, dopodiché chi fa il sindaco sarebbe la cosa meno importante».
Lasciata anche la scelta del primo cittadino agli avversari, Scandroglio ne fa una questione di amor di patria: «Parto dalla preoccupazione di una città che è in grande difficoltà. Non si può solo pensare al vinco io vinci tu. Poi siccome noi di solito perdiamo, mi dicono che è facile dire queste cose. Ma di nuovo riproporre un’alleanza a sinistra, schiava di una sinistra estrema che impedisce di fare tante cose, non è la cosa ideale». Oddio, qualche dubbio può venire, specie a chi di sinistra non riesce proprio a esserlo. E così il coordinatore prova a ribadire il concetto: «Noi dobbiamo essere certi che questa cosa non sia male interpretata, non è un giochino per evitare di affrontare il problema, vittoria o sconfitta. Oggi nella giornata dell’Epifania, più sereno, mi sento di dire queste cose: speriamo che la befana nella calza abbia messo buon senso per tutti. In questi giorni sto girando Genova anche nei luoghi di maggior disagio e mi rendo conto che se tutti ci mettessimo intorno a un tavolo con buonsenso si dovrebbe trovare una soluzione».
La grande alleanza è servita. O almeno questo è il progetto cui sta lavorando Scandroglio. Ma il vero rischio è che sia un patto individuale, visto che nel Pdl tutti sembrano pronti all’ammutinamento. Il coordinatore stavolta non sembra aver coordinato il pensiero del partito. Raffaella Della Bianca, una che di solito non le manda a dire e che con Scandroglio ha già avuto qualche braccio di ferro, ha pochi dubbi: «A questo punto devo pensare che ha ragione chi pensa ad accordi trasversali sottobanco esistenti in questa città. È assurdo, con l’occasione storica che si prospetta, con una sinistra così lacerata, avere certe idee. Il governo di salute pubblica sarebbe l’escamotage ideale per lavare la coscienza a questa sinistra. Finora certe cose le ho sempre dette io fuori dal coro. Adesso spero che ci sia un coro che le dica insieme a me».
E le voci non si fanno attendere. Gianni Plinio, responsabile per la sicurezza, usa l’ironia ma non certo una minore determinazione: «Voglio pensare che questa proposta indecente di Michele Scandroglio di cui sono amico, sia dovuta a qualche pezzo di carbone in più che si è ritrovato nella calza. Da sempre sono convinto che in politica le ammucchiate e gli inciuci non portano nulla di buono. Se Genova è in questa situazione di degrado, se è così impoverita, lo si deve a 40 anni di governo comunista di Palazzo Tursi». Poi la proposta forte: «In occasione del prossimo incontro degli Amici del Giornale credo che sapremo dire non soltanto un fermo no al governo Monti, ma anche a certi tentativi di inciucio locale».
E anche l’ex governatore della Liguria, leader di un movimento confluito nel Pdl, ma sempre pronto alla sfida, è stupito e contrario. Sandro Biasotti non ha dubbi: «Non ci penso neppure. Meno che mai alla vigilia di elezioni così importanti. Non capisco le motivazioni, ma comunque non le condivido». E anche quello che dovrebbe essere l’alleato più naturale, al posto della sinistra, viene preso in contropiede. Anche se Edoardo Rixi sembra soprattutto disincantato: «Come Lega non siamo disponibili a fare inciuci. Dispiace piuttosto registrare come chi fino a ieri diceva di essere pronto a combattere fino in fondo, oggi si sia arreso senza neppure cercare una soluzione alternativa».
Provano a raddrizzare la cosa il coordinatore metropolitano Giorgio Bornacin e il suo vice Roberto Cassinelli: «Siamo convinti che Scandroglio volesse dire che se si ritirassero Vincenzi, Pinotti, Musso e se la sinistra accettasse di individuare una figura capace alla guida di una giunta tecnica, una figura alla Monti, per salvare Genova... - è la loro interpretazione dell’intervista -. Ma visto che tutte queste condizioni non si verificheranno, il discorso sarà impossibile». Sì, vabbé... se, se, se.