Il Pdl: «Sono i milanesi i veri discriminati»

In Comune è già stata convocata per domani una riunione fra amministratori e avvocatura, per valutare la risposta alla sentenza. E si propenderebbe per il ricorso. «Ho attivato gli uffici» si limita a commentare il sindaco Letizia Moratti. Intanto non mancano le reazioni politiche: «Qui i discriminati sono i milanesi e non i rom. E deve far pensare che un pezzo dello Stato, la magistratura, bocci un altro pezzo dello Stato, rappresentato dal ministro dell’Interno, dal Prefetto e dal sindaco». Così commenta la vicenda il vicesindaco Riccardo De Corato, che però sottolinea anche «che la decisione del Tribunale è stata presa con caratteri di urgenza e che la trattazione nel merito è già fissata per il 6 aprile. Dunque è solo il primo tempo». «Personalmente - aggiunge - farei ricorso per una rivalutazione della sentenza in composizione collegiale, anziché per opera sempre di un giudice monocratico. Ma la decisione spetta al prefetto, commissario per l’emergenza nomadi». Polemico Carlo Fidanza, europarlamentare e consigliere comunale del Pdl: «Se le prime indiscrezioni sulle motivazioni della sentenza fossero confermate, saremmo di fronte a un capolavoro di ipocrisia». Esulta invece il Pd: «Ai leghisti di Milano che intendono manifestare suggeriamo di leggere la Costituzione - dice Livia Turco - invece di protestare contro chi la conosce e la fa applicare», mentre il capogruppo democratico Pierfrancesco Majorino suggerisce: «Il sindaco andrebbe condannato dal Tribunale del buonsenso per non rendere utilizzabili 5mila appartamenti vuoti di proprietà pubblica».