Il Pdl: stufi di false promesse, per Penati è l’ora della pensione

Non solo Palazzo Marino conta su Guido Podestà per rimettere ordine in Provincia. Anche la Regione sostiene e appoggia il candidato Pdl alla presidenza della Provincia per superare cinque anni di malgoverno, inefficienza e immobilismo: «Non è un’esagerazione affermare che Filippo Penati non è affidabile. L’ex sindaco di Sesto è da sempre sotto schiaffo dei Verdi, Rifondazione e Comunisti italiani».
Virgolettato che Stefano Maullu, oggi assessore regionale, esprime ricordando quanto ha «toccato con mano» da presidente della Commissione ambiente della Regione: «Nel piano rifiuti di Penati non erano localizzati gli impianti e le aree di smaltimento. Non esisteva la programmazione del dieci per cento dei rifiuti indifferenziati e mancavano - ieri come oggi - gli impianti di completamento per almeno 600mila tonnellate». Insomma, «Penati subiva i diktat e i veti dei suoi alleati, altro che schiena dritta».
Anche dal Comune di Milano si annota «l’incapacità politica di Penati a chiudere la questione rifiuti». Maurizio Cadeo, assessore all’Ambiente, spiega che «Silvio Berlusconi ha ragione», che «il politico Penati non mantiene mai la parola data» e che «se non si è realizzato un nuovo termovalorizzatore e c’è il caos nel settore rifiuti, è colpa esclusivamente dell’inquilino di Palazzo Isimbardi». Parole pesanti come pietre e con una certezza: «Ora aspettiamo l’8 giugno, la vittoria di Guido Podestà, per chiudere finalmente questa partita».
E mentre Matteo Salvini (Lega) ribadisce di non «aver dubbi che insieme a Podestà mandiamo Penati in pensione», Penati fa l’elenchino di quanto fatto in cinque anni «dimenticando però di non aver nemmeno asfaltato un metro di autostrade» osserva Bruno Dapei, candidato Pdl al collegio 1 di Milano. E nell’elenchino non si trova una cifra dell’impegno provinciale anti-crisi, «si deve fare di più e non un segno, una tantum giusto per dovere» commenta Pietro Accame, candidato Pdl al collegio 2 di Milano. Commenti che si affollano sul taccuino del cronista - come quello di Barbara Calzavara (collegio 10), «la sicurezza è nostra priorità, con tanto di risorse e poteri alla polizia provinciale» - a fianco di un nota firmata dal ministro Ignazio La Russa: «Con Podestà si vince a colpo sicuro».