Pdl, via al tesseramento ma i congressi forse no

Gazebo in tutta Italia per l'iscrizione al Pdl. Il ministro Brambilla: &quot;Dopo l'assalto al governo, ripartiamo dalla gente&quot;. <strong><a href="/interni/rifa_tessera_104_anni_silvio_ha_bisogno_noi/16-10-2011/articolo-id=551908-page=0-comments=1" target="_blank">Rifà la tessera a 104 anni</a></strong>: &quot;Silvio ha bisogno di noi&quot;

Nel sabato in cui la follia dei black bloc sequestra la piazza de­gli indignati e appesta Roma, il Pdl pensa all’altra parte dell’Ita­lia, quella sana che ha voglia di partecipazione, che vive e soffre la crisi ma cerca di reagire con di­gnità e compostezza. Lo fa con i ga­zebo che, all’insegna dello slogan «Vuoi dare più forza all’Italia? Iscriviti al Pdl» ieri e oggi hanno da­to il via in tutta Italia alla campa­gna di tesseramento al partito. Un appuntamento al quale il Pdl si av­vicina anche con una certa caute­la, che prende forma nel non vole­re d­are troppa importanza al risul­tato numerico del weekend. «Quante tessere sono state sotto­scritte ieri? Non mi importa - ta­glia corto Michela Vittoria Bram­billa, ministro del Turismo e re­sponsabile del movimento, ieri impegnata in un frastornante tour nei gazebo delle province di Lecco, Milano, Genova e Rimini ­importa invece che, pochi giorni dopo avere sventato un attacco in stile Prima Repubblica per fare ca­d­ere il governo e nel giorno dei pre­sunti indignati, noi siamo in piaz­za ad ascoltare tutti, non solo i no­stri elettori».

Insomma, un messaggio politi­co forte («Noi ci siamo») e una nuo­va fase del Pdl per la quale Bram­billa usa anche una finezza lingui­stica. «Non un rilancio del partito, bensì un lancio, dal momento che si tratta del primo momento di strutturazione del Pdl». Struttura­zione che non è mai avvenuta per il semplice motivo che non c’è sta­to mai il tempo. «Siamo sempre stati impegnati a risolvere le emer­genze del Paese - dice la Brambil­la - ora possiamo affrontare una nuova fase che mira a portare al­l­’interno nuove risorse dalla socie­tà civile e tanti giovani». E ha un va­lore altamente simbolico che il via alla campagna avvenga nel ga­zebo di­una piazza a suo modo sto­rica di Milano, San Babila, il luogo in cui Silvio Berlusconi nel novem­bre del 2009 annunciò dal predelli­no della sua automobile la fine di Forza Italia e la nascita del nuovo soggetto.

Il tesseramento è il primo passo della strada che dovrebbe portare ai congressi provinciali previsti per novembre e a cui gli iscritti hanno diritto di partecipare. Il condizionale è però d’obbligo. Nel partito c’è più di una perplessi­t­à su questo appuntamento e mal­grado le conferme ufficiali l’aria che tira è quella di uno slittamen­to dei congressi per l’elezione dei segretari provinciali del partito. Nei gazebo, aperti anche oggi nelle più importanti città italiane, i neoiscritti, dietro il pagamento di un contributo di 10 euro per la tessera ordinaria, ricevono un li­bro di 64 pagine che illustra i risul­tati dei tre anni di governo Berlu­sconi, stampato in 300mila copie. Un volume che «presto tutte le fa­miglie italiane potrebbero riceve­re a casa », annuncia lo stesso Ber­lusconi nel corso di un collega­mento telefonico con Studio Aper­to . «Il libretto è arrivato alla sua set­tima edizione - spiega Antonio Palmieri, responsabile internet del partito e tra gli ideatori dell’ini­ziativa - si può consultare e scari­care sui siti www.pdl.it e forzasil­vio. it e sulla pagina Facebook di Berlusconi». E naturalmente, ad anticipare le possibili critiche del­l’opposizione, «è stato finanziato interamente dal nostro partito, non c’è nessun costo a carico dei cittadini. Anche l’eventuale invio alle famiglie italiane sarà fatto a spese del Pdl, come accaduti negli scorsi anni».

Una certa curiosità tra quanti si avvicinano ai gazebo desta l’as­senza del nome di Berlusconi nel simbolo del partito esposto sui manifesti appesi al gazebo. «Ma questo non è il simbolo per le ele­zioni - precisa Brambilla - anche perché noi non abbiamo intenzio­ne di affrontarle. Arriveremo fino al 2013, non per arroccarci, ma per governare. Siamo sostenuti non solo dalla maggioranza del Parlamento ma anche dalla mag­gioranza degli italiani».