Pdl verso i congressi: chi sono i "favoriti" per i coordinamenti

IL PARTITO CHE CAMBIA Dopo le iscrizioni. Le varie anime del movimento si confrontano e pesano per cercare di imporre le loro scelte

Milano è particolarmente attenta al tema dei congressi, perché qui si giocano due partite importanti: il coordinamento cittadino della grande città e il coordinamento provinciale. «Fino a martedì (domani per chi legge, ndr) l’attenzione è tutta puntata sul governo, poi ci concentreremo sui congressi che si svolgeranno contemporaneamente a Milano», dice il capogruppo in consiglio comunale, Carlo Masseroli.
Oggi si riunirà il tavolo regionale e i congressi saranno certamente uno dei temi all’ordine del giorno. L’obiettivo generale è gestirli in serenità e anzi utilizzarli come elemento di rilancio al partito, in particolare in Lombardia, dove i risultati del tesseramento sembrano riflettere una certa vitalità di militanti e iscritti. Oltre novantamila tessere, con numeri particolarmente soddisfacenti a Milano (25mila), Brescia (20mila) e Bergamo (15mila), mentre sembrano fanalini di coda Varese con 2.500 iscritti e Sondrio con appena 200.
Una delle principali questioni politiche riguarda il ruolo degli ex An, che - a differenza di quanto era avvenuto con le preferenze elettorali alle regionali - hanno confermato un radicamento territoriale piuttosto forte, in particolare a Milano. E adesso vorrebbero spenderlo per “compensare” in altre città lombarde in cui sono rimasti un po’ indietro. I nomi che circolano di più per il coordinamento milanese sarebbero quelli di Giulio Gallera, Andrea Mascaretti e Riccardo De Corato, ma le candidature non sono ancora definite.
Il Pdl è in attesa del regolamento definitivo sulle incompatibilità. È abbastanza certo che saranno esclusi dagli incarichi di partito coloro che hanno ruoli istituzionali (sindaci, assessori, sottosegretari) ma non è ancora chiaro se potranno candidarsi i soli consiglieri comunali e provinciali o se la partita sarà aperta anche ai consiglieri regionali. La tesi prevalente tra i vertici del Pdl è di rimanere negli ambiti di riferimento dei congressi (comunale o provinciale) ed evitare sovrapposizioni tra incarichi di partito e scelte di peso come quelle sulle candidature.
Stefano Maullu, assessore regionale, condivide la regola: «Diciamo no alle piccole beghe locali. Facciamo i congressi in modo da aiutare Berlusconi. Mi sembra un’idea di buon senso che coloro che hanno incarichi amministrativi, e quindi anche gli assessori, siano esclusi». Con un distinguo: «Ma perché i consiglieri regionali devono essere trattati in modo diverso dai consiglieri comunali e provinciali?».
A Milano Romano La Russa, attuale coordinatore provinciale, avrebbe confermato una presenza abbastanza forte. Nel Pdl si discute di un possibile “passo indietro” di An da Milano per concentrare l’attenzione su Brescia e Como. A Brescia Franco Niccoli Cristiani e Giuseppe Romele avrebbero ottenuto buoni risultati. A Como la sfida aperta è tra l’ex An Butti e il gruppo di Rinaldin e Pozzi. In Brianza si parla di una buona affermazione di Fabrizio Sala. Ma non è solo una questione di tessere. Tutt’altro.
Resta da valutare il boom delle tessere d’opinione, coloro che si sono iscritti al Pdl senza avere riferimenti interni e che, convocati via lettera e mail dal partito, decideranno all’ultimo momento chi votare come coordinatore. Le candidature dovranno essere presentate entro sette giorni prima dei congressi. Le date più probabili restano l’ultima settimana di novembre e la prima di dicembre. A breve i rush finali.