«Un peccato essere raggiunti così»

Marcello Di Dio

da Torino

Il posto in Coppa Uefa è quasi in cassaforte, grazie a un pareggio in casa dei campioni d’Italia che lascia addirittura l’amaro in bocca. «È paradossale, hanno deciso gli episodi – dice un dispiaciuto e arrabbiato Delio Rossi -. Ci vorrebbe più uniformità di giudizio, non solo nella stessa partita ma in tutte. Il nostro risultato è comunque molto importante, lo abbiamo ottenuto contro la squadra campione in carica e in casa loro. E la prestazione della Lazio è stata di altissimo livello. La Juve? Non giudico gli altri, già faccio fatica a giudicare i miei». Fino all’87’ il tecnico della Lazio ha sperato di poter ripetere il colpaccio già ottenuto con il Lecce nell’aprile 2004, ovvero vincere al Delle Alpi. Ma Rossi può essere confortato da una squadra in costante crescita di personalità e qualità.
Colpita quasi a freddo la Juventus, la squadra biancoceleste ha pagato l’ingenuità di Belleri, che ha vanificato la prodezza di Dabo, e quella dello stesso giocatore francese, che ha mandato a quel paese Paparesta rimediando un giusto cartellino rosso. «Ousmane ha sbagliato – sottolinea Rossi – ma bisogna capire la sua reazione: si è sentito defraudato, già segna pochi gol e se quei pochi gli vengono anche annullati, ecco che è logico che si possa arrabbiare».
Giocare in dieci ha significato, per Delio Rossi, rivoluzionare tutto. Senza il suo ragionatore, la Lazio ha dovuto inventarsi un centrocampo di cursori, con Zauri e Mauri, e Belleri terzino. Quest’ultimo era entrato dopo nove minuti al posto di Gabi Mudingayi, «abbattuto» da Cannavaro con una entrata forse non cattiva, ma imprudente. Ieri sera il congolese è stato operato al Mater Dei di Roma, la sua stagione è già finita e ci vorranno dai 30 ai 40 giorni per iniziare il recupero. «È stata un’entrata galeotta quella di Cannavaro – dice ancora Rossi -. Il difensore della Nazionale sa il fatto suo, i miei sono più inesperti. Si nota la differenza tra chi ha esperienza ai massimi livelli e chi no. Quest’episodio, così come le sfide con la Juve, devono servirci da insegnamento per il futuro».
Angelo Peruzzi è un ex ancora amato a Torino, anche se ieri è stato quasi insuperabile. «Loro hanno creato molto, la Juventus non mi sembra assolutamente in difficoltà. Mi hanno fatto piacere i cori dei tifosi bianconeri, vuol dire che ho lasciato qualcosa». Alla fine parla e scherza con il suo ex compagno alla Lazio Pavel Nedved. «Gli ho detto che ha tirato troppo piano quando gli ho respinto il tiro...», dice con il sorriso Peruzzi, uno degli artefici della bella cavalcata laziale in questo campionato.
Tommaso Rocchi si conferma bestia nera della Juventus: cinque gol segnati alla squadra nella quale ha vissuto quattro stagioni di settore giovanile. «Peccato che non sia stata una rete decisiva – dice l’attaccante ex Empoli – ma il pareggio alla fine è giusto. E annullare il gol a Dabo mi è sembrato corretto, anche se è forse mancata da parte dell’arbitro un’uniformità di giudizio in alcune situazioni».
Massimo Oddo è stato tra i migliori in campo e inevitabilmente si parla di lui come prossimo uomo mercato. «Succede sempre così a fine stagione, ma io voglio concentrarmi solo sulle ultime sfide della Lazio. Il traguardo della Coppa Uefa è vicinissimo e dobbiamo tagliarlo il prima possibile. Io al Milan? Vedremo solo dopo la fine del campionato. Ma sicuramente il mio obiettivo principale, oltre a conquistare il posto in Europa con la Lazio, è la convocazione al Mondiale tedesco».