Peccatori perdonati via internet basta chiamare il «118» della fede

CAUTELA I vescovi: «Uno sfogo su internet non potrà mai avere valore di confessione»

«Pronto, Aci?». «Aci, pronto!». Se hai la macchina in panne, non c’è problema: a tirarti fuori dai guai, basta una telefonata. Ma se ad andare in panne è la fede (fede nel Signore dei Cieli, non nel signore dell’Automobile club d’Italia), la questione si complica.
Ora, però, un grosso aiuto potrebbe venire dal «118» divino, una specie di «Telefono azzurro» - anzi, celeste - pronto a offrirti, invece di una prosaica assistenza meccanica, una sacra assistenza spirituale; praticamente un carro attrezzi dell’anima. Ottocentoventicinque preti che si definiscono «internettari», sono infatti a disposizione sul sito www.pretioline.it «per la richiesta di una preghiera, di un conforto e per i bisogni più disparati». Un semaforo dice se sono liberi o no. Basta cliccare su «preti on line» e sarà possibile parlare con i sacerdoti di tutta Italia; a seconda del problema che si deve risolvere, si può contattare l’esperto di Sacre Scritture, quello di Teologia dogmatica e via approfondendo.
Ma c’è pure il prete di strada, modello don Mazzi informatizzato: sono quelli più impegnati, il loro semaforo è spesso rosso, tanto che per l’atteso responso il catto-navigatore in crisi esistenziale deve portare pazienza almeno un paio di settimane. A loro ci si può rivolgere anche per pene di cuore, per elaborare un grave lutto, persino per gli esorcismi. Se la spia è verde, significa che il sacerdote è «pronto a rispondere»; se la luce è gialla, vuol dire che potrebbe essere «momentaneamente occupato»; lampadina rosso, il prete è «indisponibile»: un po’ l’equivalente della mitica frase «Il dottore è fuori stanza... », tanto in voga negli uffici alla faccia di Brunetta.
Gettonatissimi i preti di strada. Come, ad esempio, il sassarese don Giovanni Cubeddu, «amministratore parrocchiale e operatore on the road». Se siete vittime di cristiani turbamenti amorosi o di decessi familiari, rivolgetevi con fiducia a don Amilcare Gambella, della diocesi di Iglesias, esperto di pastorale familiare e - come lui stesso si presenta - «facilitatore auto-mutuo-aiuto per la elaborazione del lutto»; don Amilcare, che è uno stakanovista tutto canonica e pc, promette risposte in tre giorni. Tempi morti permettendo.
C’è poi don Salvatore D’Alessandro che - come sottolinea l’agenzia Adnkronos - è «impegnatissimo, occupandosi di tre diocesi». Il suo semaforo è spesso rosso per colpa dei tanti quesiti sul disagio minorile, materia sulla quale don Salvatore è ferratissimo: «Si deve avere pazienza (quindici giorni almeno), ma poi risponde e con grande competenza».
E che dire di don Giuseppe Cappello? Lucano doc, è un giovane sacerdote ma ha già tante di quelle pecorelle a cui pensare da non poter garantire risposte in meno di trenta giorni. Il suo impegno pastorale è nobilissimo: privilegia l’incontro con le persone sole, ammalate, che, come dice, «incontro volentieri spesso durante la settimana». Che cosa vuoi di più dalla vita? Un lucano, appunto.
Chi è rimasto vedovo e ha problemi legati alla vedovanza può parlare con don Giorgio Finotti, della diocesi di Bologna. Tra le sue competenze, infatti, il sacerdote che ha un semaforo verde anche se promette risposte in una settimana, annovera la «pastorale per la vedovanza», e può offrire conforto «ai genitori in cammino che hanno perso un figlio».
Don Carlo Cittadino, prete calabrese, rappresenta un osso duro per Satana: ex esorcista, ora invita tutti i giovani (indemoniati e no) a contattarlo. Risposta garantita settantadue ore.
Ma i vescovi italiani come giudicano questo nuovo trend virtuoso (ma anche virtuale)? Nonostante la sempre maggior attenzione della Chiesa per il mondo della rete, la possibilità di ricevere o impartire i sacramenti online è stata esclusa dal segretario generale della Conferenza episcopale (Cei), monsignor Mariano Crociata: «Contattare un prete via web può essere utile per ricevere consigli, pareri, suggerimenti, incoraggiamenti; ma né una confessione né una vera e propria direzione spirituale sono possibile sotto forma telematica». Come dire: spegnete il computer, e andate in pace. Il vostro parroco vi aspetta. Di persona.