Pechino 1938

Le attrici e i cantanti che d'un tratto si buttano anima e corpo nelle cause umanitarie, da Jane Fonda a Jovanotti, hanno spesso la mentalità idealistica di quando avevano 14 anni, età in cui forse hanno cominciato a leggere i giornali partendo dalle pagine degli spettacoli.
Ora Mia Farrow ha criticato Steven Spielberg più quattro multinazionali per via del loro appoggio alle Olimpiadi di Pechino 2008: la Cina, infatti, compra petrolio dal Sudan e in cambio rivende armi che indubbiamente favoriscono i genocidi del Darfur. Anche il candidato francese François Bayrou sostiene che le Olimpiadi andrebbero boicottate. E c'è qualcosa di vergognoso, in questo. Sono giochi olimpici che trasudano sangue: a edificarli contribuiscono del resto i prigionieri dei laogai, i lager cinesi dove milioni di schiavi sono incarcerati senza processo per reati di opinione.
Per la prima volta nella Storia, forse, l'idea di boicottare una manifestazione sportiva apparirebbe normale, per niente estremista, uno strumento formidabile. Ma i politici europei con la Cina mantengono un rapporto mediamente idilliaco: Prodi docet. E di vergognoso, infatti, c'è che i giornali, per riparlare del tema, debbano star dietro a una come Mia Farrow.