Pechino 2008, per le Olimpiadi arriva lo stop alla carne di cane

L'ufficio per la sicurezza degli alimenti di Pechino ha deciso di sospendere la vendita di carne di cane durante i Giochi al via tra poco più di un mese. E' una tradizione vecchia 2500 anni

Pechino – Si accendono i riflettori sulla Cina e per qualche mese sotto la Grande Muraglia si smettono le vecchie abitudini. Quelle più difficili da accettare per gli stranieri, almeno. L’ Ufficio per la Sicurezza degli Alimenti di Pechino, infatti, ha stabilito che i 112 ristoranti olimpici della capitale – con tanto di lista - non potranno servire carne di cane. La notizia è stata riportata da un blogger cinese, Han Yue. Anche gli altri ristoranti di Pechino, in particolare quelli specializzati in cucina delle province dello Yunnan e del Guizhou, e coreana, sono stati “invitati” dalle autorità a non servire il cane. L’Ufficio ha annunciato anche un giro di vite sui controlli di tutti i punti di ristorazione di Pechino - in particolare di vendita e distribuzione della carne - ma non ha fornito spiegazioni sul divieto di servire la carne di cane.

Tradizione La carne di cane, consumata in Cina almeno fin dai tempi di Confucio (551.aC), è oggi soprattutto diffusa nella comunità coreana. Utilizzata spesso in passato nelle situazioni di penuria alimentare, è stata in seguito apprezzata per il supposto beneficio alla circolazione del sangue e all’energia Yang (polarità positiva opposta e complementare alla negativa Yin secondo la filosofia cinese), fino a diventare un piatto ricercato. Oggi è sempre meno diffusa sia per il costo alto che per il crescente contatto della Cina con l’Occidente, che considera generalmente la carne di cane un piatto tabù.