Pechino, una fuga di grisù fa morire 105 minatori

Sale il numero di vittime dopo l’esplosione di ieri per una fuga di gas grisù nell’impianto di Ruizhiyuan, nella provincia nord-occidentale dello Shanxi. Norme di sicurezza non rispettate. Lo scorso anno sono stati 4.700 i minatori morti negli incidenti sul lavoro

Pechino - È salito ad almeno 105 il numero dei morti provocati dall’ennesima sciagura mineraria in Cina, dove un’esplosione dovuta a una fuga di gas grisù ieri aveva devastato le gallerie dell’impianto estrattivo di Ruizhiyuan, nella provincia nord-occidentale dello Shanxi: lo ha reso noto l’agenzia di stampa "Xinhua", secondo cui le operazioni di soccorso proseguono, ma sono ormai ridotte praticamente a zero le speranze di ritrovare in vita ulteriori superstiti, oltre ai quindici tratti in salvo o che sono riusciti a raggiungere per proprio conto la superficie; ancora incerto il totale dei minatori dispersi.

Monta nel frattempo la rabbia della popolazopnme locale giacchè, stando agli stessi mass media ufficiali, gli amministratori della miniera non avrebbero rispettato le norme di sicurezza, autorizzando i lavori di scavo anche in un settore per il quale non erano muniti di regolare licenza: proprio per tale ragione, avrebbero ritardato l’allarme per almeno cinque ore, cercando di nascondere l’avvenuta tragedia. Nello Shanxi c’è la maggiore concentrazione di miniere di carbone cinesi, tra le più pericolose al mondo: lo scorso anno 4.700 minatori sono morti in incidenti sul lavoro, in base ai dati ufficiali, mentre, secondo cifre ufficiose, il numero delle vittime sarebbe addirittura di ventimila l’anno come minimo.