Pechino, torna l’allarme smog

Pechino. A due mesi e mezzo dalle Olimpiadi è di nuovo scattato a Pechino l’allarme smog, tanto che le autorità hanno invitato gli abitanti con problemi respiratori a non uscire di casa.
La qualità dell’aria nella capitale, da sempre particolarmente inquinata per via dell’impennata delle attività industriali e del numero di macchine, è peggiorata a causa di una tempesta di sabbia proveniente dalle steppe mongole. Un’aria giallognola ha invaso la città, trattenendo tutte le polveri sottili degli scarichi di auto e ciminiere. In genere queste tempeste di sabbia arrivano tra marzo e aprile.
Il livello di inquinamento di Pechino è da tempo fonte di preoccupazione per gli atleti: alcuni di loro, come il campione maratoneta Hailè Gebrselassie, soffrono di asma. Le autorità avevano preso dei provvedimenti nel tentativo di migliorare la situazione, come la riduzione della produzione in grandi stabilimenti alle porte di Pechino, e in certi casi anche la chiusura provvisoria di alcuni di essi. Provvedimenti che sono valsi anche per le grandi fabbriche nelle cinque province confinanti.
Secondo i media statali, la Cina avrebbe mandato in orbita martedì un secondo satellite meteorologico, il Fengyun-3, per meglio monitorare le condizioni dell’aria nella capitale in vista dei Giochi. Il Comitato olimpico ha fatto sapere che alcune gare che si svolgeranno all’aperto potrebbero essere posticipate a seconda della qualità dell’aria.