Pecoraro ferma i nuovi impianti e Napoli soffoca nella munnezza

La questione rifiuti è una delle più spinose per la campagna elettorale di Walter Veltroni, e non solo perché l’immagine della Campania sommersa da tonnellate di spazzatura è valsa all’Italia la scandalizzata attenzione del mondo intero. La problematica è imbarazzante perché a gestirla, negli ultimi otto anni, sono stati due amministratori del Pd come il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino e il governatore della Campania Antonio Bassolino. Quest’ultimo, indagato dalla magistratura per truffa per gli anni in cui fu anche commissario straordinario, dal 2000 al 2004, ha rifiutato di dimettersi. Di più, il dito dell’opinione pubblica è puntato contro il governo Prodi, e quel ministro all’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, che si è opposto alla costruzione degli inceneritori. La situazione è al collasso dal 1994, anno in cui la Regione è stata commissariata proprio per l’emergenza. Oggi come allora, la Campania è in forte ritardo nella costruzione dei sette impianti. L’unica via percorsa è stata quella di aprire discariche, quelle stesse contro le quali in questi mesi si sono levate le sommosse dei cittadini.