Pecoraro: "Rinuncio all'immunità"

Il ministro all'Ambiente rinuncia
all’immunità parlamentare per permettere lo sviluppo delle indagini: "Non voglio nessuna ombra". Il leader dei Verdi era stato iscritto nel registro degli indagati
di Potenza per viaggi gratis e rifiuti

Roma - "Annuncio che rinuncerò all’immunità parlamentare perché non voglio nessuna ombra". Il ministro dell’Ambiente e leader dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio, nel corso di una conferenza stampa annuncia l’intenzione di rinunciare all’immunità parlamentare per permettere lo sviluppo delle indagini, dopo aver saputo di essere stato iscritto nel registro degli indagati di Potenza.

La mossa del ministro verde Pecoraro Scanio nega ogni addebito, dopo la notizia della sua iscrizione sul registro degli indagati da parte della Procura di Potenza, assicura di non avere "mai fatto favori a nessuno", ribadisce "fiducia nella magistratura" e annuncia l’intenzione di rinunciare all’immunità parlamentae. Pecoraro incontra a Roma i giornalisti per una breve dichiarazione: "In tutta la mia vita in oltre 20 anni di attività politica non ho mai avuto problemi con la giustizia. Oggi sono scioccato e allibito per avere appreso dai giornali di accuse infamanti". Pecoraro sottolinea che l’inchiesta risale al 2005 e aggiunge: "Prendo atto che tutto questo diventa di dominio pubblico ad una settimana dalle elezioni". Quindi aggiunge: "La magistratura faccia emergere la verità in pochi giorni. Ho sempre dato fiducia alla magistratura e non cambio idea". Continua il ministro: "Favorirò gli accertamenti, rinuncio all’immunità parlamentare perché non vi sia nessuna ombra".

"Mai fatti favori" Il ministro dell’Ambiente, che si augura nei prossimi giorni di "avere notizie dalla magistratura e non più dalla stampa", respinge l’accusa di aver favorito un’agenzia di viaggi: "L’agenzia in questione - precisa - opera per il ministero dell’Ambiente dal 2003, non ho mai fatto favori a nessun tipo di azienda, ho sempre seguito la linea della massima legalità. Non ho fatto favori di nessun tipo a nessuno". Allo stesso modo, Pecoraro nega che una testata ambientalista abbia ricevuto contributi dal ministero: "Nemmeno un euro", garantisce. Il ministro, durante la conferenza stampa, era affiancato da Paola Balducci, deputato dei Verdi e avvocato, alla quale è stato affidato il mandato di seguire la vicenda dal punto di vista legale.