Pecoraro Scanio: «Prodi non parla perché non c’è una sola posizione»

Il leader dei verdi: «Bisogna fare uscire chi ha commesso delitti di scarsa rilevanza»

Roberto Scafuri

da Roma

Onorevole Alfonso Pecoraro Scanio, lei si è scapicollato per essere in aula. Ma altri suoi colleghi...
«Non butto la croce sugli assenti. Considerato il maltempo, tutto sommato sono venuti in molti. Certo, anch’io avrei avuto maggior piacere a evitare che la destra più becera sfruttasse l’occasione per parlare di questo invece che dell’amnistia... ».
Gasparri dice che erano a sciare.
«Gasparri si interroghi sui suoi... Dov’erano i parlamentari della maggioranza sempre presenti quando sono stati votati salvacondotti, abolizione del falso in bilancio eccetera? Parla tanto di sicurezza, ma perché non fa in modo che i soldi sperperati in Irak vadano a potenziare le forze dell’ordine? Perché non dice che l’amnistia è sostenuta dalla guardie penitenziarie? Con carceri più vivibili migliorerebbe pure il loro lavoro: potrebbero concentrarsi sui programmi di rieducazione e sul controllo dei criminali veri... ».
Meglio svuotare le carceri, dice.
«Un provvedimento di clemenza riguarda solo i detenuti per reati di scarsa rilevanza. Assolutamente non quelli per reati che generano allarme sociale: terrorismo, delitti di sangue, reati finanziari. Oggi il problema è che le carceri sono intasate per i reati dei poveri. Così come i tribunali sono intasati da procedimenti per reati minimi. Ecco perché l’amnistia, più dell’indulto, consentirebbe una buona scrematura... Non si tratta di buonismo, bensì di buonsenso».
Vi richiamate all’appello umanitario di Papa Wojtyla alla Camera.
«Già, l’invocazione del pontefice fu tanto applaudita quanto disattesa. Quanta ipocrisia! Specie nella parte del centrodestra sempre prona alle istanze e talora interferenze del Vaticano... Guarda caso, sono proprio gli stessi che quando il Papa dichiara il "no" alla guerra o il "sì" all’amnistia diventano tutti sordi e ciechi... ».
Torniamo alle assenze, addirittura tra i firmatari. Anche lei ritiene provocatoria la data della convocazione scelta da Casini?
«Forse Casini ha un po’ forzato la mano, ma è sbagliato prendersela con lui. È chiaro che un dibattito straordinario senza voto si svolge la prima mattina utile... Io me lo sono posto, il problema, prima di firmare la richiesta. E i verdi ieri erano tutti al loro posto».
Castelli ha detto ai firmatari assenti di vergognarsi.
«Castelli è proprio indecente: lui come ministro della Giustizia aveva il dovere di esserci. Ma la sua mancanza di senso istituzionale non mi sorprende. D’altronde la sua proposta di appalti per costruire nuove carceri ricorda i periodi peggiori della prima Repubblica... ».
Avete illuso i detenuti.
«La destra non può accusarci, sono loro a non aver fatto nulla. Il vero problema, come ho detto in aula, è quello di abbassare il quorum per l’amnistia, più alto persino di quello richiesto per le riforme costituzionali».
Ds e Dl sono per l’indulto.
«Speravo che la Margherita cogliesse l’occasione di questo dibattito per avere una posizione più aperta. Come ho già detto, io ritengo più utile l’amnistia... ».
C’è un convitato di pietra, nel dibattito: Prodi. Perché non parla?
«Cerca di non imitare Berlusconi. Invece di parlare e parlare, sapendo che la sua maggioranza è contraria, Prodi aspetta che Ds e Margherita trovino una posizione comune. Poi si pronuncerà. Vedrete, se non si riuscirà a farne nulla in gennaio, dopo le elezioni ci proveremo noi. Proporrò un provvedimento di clemenza per il prossimo 2 giugno, Sessantennale della Repubblica. Una data giusta, non crede?».