Tra pedaggi fuori «stagione» e strisce blu mai tracciate

Novità in centro: sotto Natale si deve pagare anche nei giorni festivi

(...) ha anche i metodi, come dire?, più che spontanei, ruspanti. Non si possono definire in altro modo quelle scritte a carattere di personal computer - quasi un graffito metropolitano - apparse sui tabelloni degli avvisi di sosta e appiccicate artigianalmente con listarelle di nastro adesivo. Domenica 8 e domenica 18 si paga - è questo l’avviso -, anche negli spazi azzurri, tradizionalmente liberi nei giorni festivi. In barba alla normativa vigente che prevede precise disposizioni per la segnaletica verticale. Rivoluzionario anche questo, comunque, allo stesso modo - ammonisce il consigliere comunale di An, Aldo Praticò - di «tutta quella sfilza di disposizione inserite sotto traccia nel Piano parcheggi voluto dall’assessore Arcangelo Merella e applicato dall’Ami-Azienda mobilità e infrastrutture». Un elenco lunghissimo: «Diciamo innanzi tutto - attacca Praticò - di quel balzello previsto per chi sorpassa l’ora di sosta anche di un minuto solo. Immediata, spietata, anche se legalmente ineccepibile, la sanzione che, in mancanza di sistemi di frazionamento della tariffa, costringe a pagare per tutta la seconda ora. Ma qui comincia l’ingiustizia - aggiunge il consigliere di Alleanza nazionale -: l’automobilista deve andare a pagare il sovrapprezzo negli uffici di Genova Parcheggi, se ci mette più di un’ora si ritrova a pagare anche la terza ora di sosta! E così via finché non arriva allo sportello della società di gestione delle aree di parcheggio cittadine». Ma che succede se il vento porta via il tagliando? «Semplice - replica Praticò -. Ti arriva direttamente a casa l’avviso di pagamento, 14,80 euro oltre le spese. Tutto per un minuto di sosta in più!». Un paradosso che richiede la modifica urgente delle regole del gioco. Per questo, Praticò ha depositato una mozione altrettanto urgente in consiglio comunale, che dovrà essere discussa e votata e, auspicabilmente, approvata con l’obiettivo di rimediare alle incongruenze più clamorose. Non basta: Praticò censura anche «l’immagine di Genova che, con questi sistemi, si dà al turista che dovrebbe conoscere alla perfezione la toponomastica di Genova per sperare di non moltiplicare all’infinito la sanzione per mancato pagamento mentre va alla ricerca degli uffici di Genova Parcheggi. Senza passare sotto silenzio - conclude Praticò - il problema di quanti hanno acquistato la tessera da 15 euro a scalare per il pagamento nelle aree di sosta, e ora si ritrovano nell’impossibilità di lasciare l’auto a Carignano o alla Foce, dove il sistema a scalare non è previsto dai parcometri. Che se ne fanno di queste card? Mica possono utilizzarle lasciando l’auto a Sampierdarena o a Nervi!». L’ultima critica, pesantissima, dell’esponente di An riguarda «il frazionamento delle tariffe che si è tradotto in un effettivo aumento. È la solita storia: il Comune ha bisogno di soldi, e le escogita tutte per imporre tasse suppletive con la scusa di razionalizzare il traffico e la sosta».
Una valutazione in qualche modo condivisa ai vari livelli. Fra l’altro il Partito pensionati sostiene la necessità di «porre un freno ai troppi balzelli che, in maniera diretta o indiretta, si abbattono sui cittadini, in particolare per quanto riguarda i ticket per il parcheggio. Le strisce blu - insiste il Partito pensionati - hanno ormai invaso tante, troppe vie e piazze della città», in cui gli automobilisti «sono costretti a pagare importi significativi per parcheggiare la propria auto. Le zone libere sono pochissime e quasi sempre lontanissime dal centro». E mentre la segreteria provinciale del Movimento sociale-Fiamma tricolore «auspica un blocco definitivo dell’espansione delle aree blu, per impedire che la possibilità di parcheggiare la propria auto sia prerogativa di pochi o che si debbano gravare i cittadini con altre imposte», la voce dei cittadini è sintetizzata nell’opinione di Claudia Fiori, residente alla Foce, che parla di «nuova perla legata alle blu area in fase di implementazione da parte dell’assessore Merella» e porta la personale esperienza: «Il mio permesso da 25 euro - scrive - è valido dal 1° dicembre di quest’anno al 1° dicembre 2006». Ma alla Foce non è stata completata la tracciatura delle strisce blu e della segnaletica. «Quindi da giorni sto pagando per un privilegio del quale non posso usufruire. Mi auguro - è l’auspicio di Claudia Fiori - che Merella abbia la decenza di prolungare la validità dei permessi. Come al solito il Comune è solerte al momento dell’incasso, ma non lo è altrettanto nell’erogare i servizi che paghiamo».