Pedaggio, i sindaci dell’hinterland ribaltano il tavolo: «Andiamo via»

Naufraga l’incontro con l’assessore alla Mobilità Croci e i Comuni si autoconvocano domani a Sesto

«Un comportamento offensivo». In pochissime parole tutta l’indignazione dei sindaci dell’hinterland, convocati a Palazzo Marino per parlare di ticket d’ingresso e invece sommersi con i dati e le slide del Piano triennale per il potenziamento del trasporto pubblico («cose che già sappiamo, ma sappiamo anche che Milano è in ritardo»). Un piano oltretutto vecchio, perché precedente alle modifiche da apportare dopo la proposta della nuova tassa d’ingresso. «Eravamo tutti arrivati qui - la protesta unanime - con in testa il ticket. Ma ci siamo rifiutati di discutere, come si accingeva a fare Croci, del potenziamento futuro del trasporto che verrebbe finanziato con i proventi, semplicemente perché non abbiamo mai avuto modo di discutere del ticket stesso. L’assessore ci ha risposto che magari in separata sede avremmo potuto saperne qualcosa di più». Naufraga, dunque, ancor prima di cominciare qualla che con una certa enfasi era stata definita dal Comune la road map per persuadere cittadini e istituzioni dell’inevitabilità di introdurre una tassa anti inquinamento. Tavolo già gambe all’aria e primi cittadini della cintura che si danno appuntamento per domani pomeriggio nel municipo di Sesto San Giovanni. «L’autoconvocazione dei sindaci - attacca il capogruppo di An Giovanni De Nicola - dimostra l’assenza del presidente della Provincia e il fatto che Filippo Penati non è in grado di esercitare un ruolo di coordinamento dei Comuni». Tutti ormai in rivolta. «Se hanno bisogno di soldi, anche noi ne abbiamo bisogno. Mettono il ticket loro? Lo metteremo anche noi. Diciamo solo che questa è una politica neo medievale». Frasi pesanti che raccontano la delusione di chi, in gran maggioranza di centrosinistra, non ha dubbi sulla necessità di introdurre misure anti smog e anti traffico. «Prima delle tasse ci vogliono le infrastrutture - tuona Angelo Taverniti, sindaco di San Donato e vice presidente dell’Anci -. Alle 8 del mattino i due silos sono già pieni di auto. Come la Paullese e la via Emilia completamente intasate. Non sono assolutamente contrario al ticket, ma non è questo il metodo per risolvere i problemi. Milano non ci ha coinvolto in alcuna decisione». Consapevole dell’emergenza smog il collega di Cormano. «A Napoli la criminalità, qui l’inquinamento - sbotta Roberto Cornelli -. Servono soldi? Andiamo insieme a chiederli alla Regione. Uniti si è più forti, Milano ha invece deciso di fare tutto da sola». A mille il malumore. «La solita visione milanocentrica» si lamenta qualcuno. «Un provvedimento che di fatto applica una tassa su chi non abita a Milano per garantire migliori servizi a chi abita a Milano», la lamentela più diffusa. «Purtroppo - la posizione di Paola Pessina, sindaco di Rho - i quattrini che incasserà Milano non porteranno alcun beneficio al potenziamento del trasporto pubblico extraurbano. Da noi le ferrovie sono congestionate, quanto al trasporto su gomma non ci sono soldi per migliorare la situazione. E cosa fa Milano, fa pagare chi va in città a lavorare portando ricchezza e poi il balzello se lo tiene tutto per sé».