Un pedaggio ma per tutti

Dopo la sollevazione corale di istituzioni e cittadini contro il piano del ticket ecologico del Comune si impone qualche riflessione.
Ci sono due modi, attraverso i quali la norma può raggiungere l'effetto desiderato: il primo, in negativo, scoraggia comportamenti antitetici rispetto all'effetto, l'altro favorisce comportamenti virtuosi.
L'uno ha il sapore della repressione, il secondo quello della agevolazione. Ebbene, il piano comunale, introducendo una tariffa di circolazione a carico di alcuni autoveicoli ritenuti più inquinanti e non di altri, si è mosso nel segno della repressione: e badiamo bene, proprio nei confronti di coloro che appaiono essere i meno abbienti, possedendo le autovetture più vecchie. Risultato: è apparso a tutti odioso.
Un piano, in positivo, avrebbe potuto basarsi su una politica di incentivi finanziari alla sostituzione dei vecchi autoveicoli privati, accompagnata contestualmente da un'azione concreta di ammodernamento del parco di mezzi pubblici e da un potenziamento del servizio metro-tranviario, reso più efficace da una adeguata rete di parcheggi di interscambio.
Questo progetto non è irrealizzabile ma certamente ha un costo; e l'istituenda tariffa, finalizzata al suo finanziamento, deve esser considerata vitale, in tempi di ristrettezza del bilancio comunale, che peraltro non è assistito in alcun modo dai finanziamenti dello Stato.
Il Comune dovrebbe comunque ridurre al minimo le spese per l'operatività del sistema, rinunziando all'idea delle barriere elettroniche fisse il cui costo di installazione e di gestione comporta un ammortamento di anni. Il modello della vetrofania, usato in alcune esperienze all'estero, può essere un utile riferimento.
La tariffa stessa a carico degli utenti della strada, per risultare accettabile e socialmente equa, dovrebbe presentare un costo molto basso: quindi venir pagata da tutti, affinché ciascuno paghi di meno. Siamo sicuri che le vetture più moderne non inquinino per il semplice fatto che emettono meno Pm 10? E, che senso ha esentare dal pagamento chi inquina fuori dal perimetro cittadino? Quanto alle distinzioni ideologiche o scientifiche, meno se ne fanno in sede normativa e meglio è: minore è, infatti, il rischio di errori concettuali e di discriminazioni lette come favoritismi o come misure punitive.
*Presidente Assoedilizia