Pedofilia, 37 indagati Perquisizioni in 29 città

La polizia postale ha eseguito
perquisizioni domiciliari in 29 città italiane. Indagine a tappeto sulla divulgazione di
materiale pedopornografico su Internet. Agenti sotto copertura hanno identificato 37 persone

Catania - La polizia postale ha eseguito perquisizioni domiciliari in 29 città italiane nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Catania su divulgazione di materiale pedopornografico su Internet, nella quale sono indagate 37 persone. Gli investigatori hanno sequestrato numeroso materiale. Al centro delle indagini, avviate dal compartimento Sicilia orientale della polizia delle Comunicazioni e coordinate dal procuratore aggiunto Giuseppe Gennaro e dal sostituto Carla Santocono, la diffusione di foto e filmati di abusi su bambini attraverso un nuovo programma di scambio, peer-to-peer, denominato Limewire, che ha dato il nome all’operazione.

Controlli a tappeto La procura di Catania ha autorizzato attività sotto copertura di agenti della polizia postale che si sono finti pedofili e hanno scoperto filmati pedo-pornografici. Le perquisizioni sono state eseguite a Catania, Palermo, Ragusa, Napoli, Caserta, Salerno, Ancona, Roma, Milano, Varese, Sondrio, Lecco, Brescia, Reggio Emilia, Piacenza, Firenze, Grosseto, Venezia, Vicenza, Verona, Pordenone, Udine, Torino, Alessandria, La Spezia, Bari, Foggia, Lecce e Taranto. Le indagini sono state avviate dalla polizia postale di Catania anche dopo una denuncia dell’associazione Meter, di don Fortunato Di Noto, presentata in seguito alla segnalazione del padre di un ragazzo il cui figlio aveva scaricato un cartone animato attraverso Limewire e invece il file conteneva immagini di pedofilia.

Agenti "infiltrati" Agenti sotto copertura si sono "infiltrati" nel sistema e sono riusciti a identificare i 37 indagati che hanno scaricato o messo in rete filmati con abusi sessuali su bambini di età compresa tra i 6 e gli 8 anni, di carnagione chiara, quasi sicuramente europei. La maggior parte di scatti e riprese sarebbero di natura "amatoriale". Durante le perquisizioni eseguite nei confronti dei 37 indagati gli investigatori avrebbero sequestrato numeroso materiale informatico che la polizia ritiene utile alle indagini. All’operazione ha partecipato anche il Centro nazionale di contrasto della pedo-pornografia on-line (Cncpo) di Roma.

La denuncia di Meter A fare scattare l’indagineè stata una denuncia dell’associazione Meter, di don Fortunato Di Noto, presentata in seguito alla segnalazione del padre di un ragazzo il cui figlio aveva scaricato un cartone animato attraverso Limewire. Nel file invece vi erano immagini di pedofilia. E così agenti sotto copertura si sono infiltrati nel sistema e sono riusciti a identificare i 37 indagati che hanno scaricato o messo in rete filmati con abusi sessuali su bambini di età compresa tra i 6 e gli 8 anni, di carnagione chiara, con molte probabilità europei. "La consapevolezza è l’aggravante di coloro che scaricano, detengono e divulgono il materiale che raffigura le violenze atroci e abnorme sui bambini vittime di pedofili", dice don Fortunato Di Noto che invita tutti ad una maggiore vigilanza: "Possiamo sempre fare di più con competenza e non sull’onda emotiva, come accade spesso. I cittadini della rete siano vigili e attenti, i genitori, le scuole segnalino sempre: è una risposta di responsabilità, è la speranza di aiutare i bambini vittime di questo turpe fenomeno".

I numeri della pedopornografia L’allarme arriva anche dal Rapporto 2008 nella sezione sul "monitoraggio della Rete internet" elaborato ad opera da un gruppo di esperti di Meter. Dal 2002 al 2008 hanno segnalato 44.050 siti e riferimenti pedofili a tutte le Polizia del mondo, facendo scaturire importanti operazioni con arresti e indagati. Una sezione del Report 2008 è dedicata alla attività di sostegno delle vittime di pedofilia, al numero verde 800 45 52 70 e agli studi scientifici sul fenomeno. Il tutto si è tradotto in 340 fascicoli aperti dal Compartimento per la Sicilia Orientale della Polizia Postale di Catania, pari a 2.850 siti pedopornografici segnalati nel 2008, compresi quelli direttamente inoltrati all’Interpol, contro soggetti che si sono macchiati del reato di pedofilia in merito alla detenzione, diffusione e produzione di materiale video, foto che coinvolgono bambini di età inferiore ai 12 anni. I server sono allocati fisicamente soprattutto negli Stati Uniti e in Russia.