Pedofilia, don Seppia interrogato per oltre 5 ore Lui nega tutto: "Mai droga o sesso con minori"

E' durato più di cinque ore l'interrogatorio del sacerdote arrestato con l’accusa di abuso su minori e
cessione di stupefacenti. Il parroco di Sestri Ponente avrebbe dichiarato di essere sieropositivo al cappellano del carcere: ma forse è una strategia difensiva. Il suo legale: "Ridimensionate le accuse"

Genova - Oltre cinque ore di interrogatorio per don Riccardo Seppia. Il sacerdote davanti al sostituto procuratore Stefano Puppo, "ha ridimensionato le accuse che gli vengono mosse in merito alla cessione di sostanze stupefacenti e ha ribadito di non avere mai avuto rapporti sessuali con minori" spiega il suo legale, Paolo Bonanni, lasciando il carcere di Marassi, dove il parroco di Sestri Ponente è stato interrogato per più di cinque ore. "Anche l’episodio del bacio al chierichetto - aggiunge il legale - è stato ampiamente ridimensionato, e non solo per le dichiarazioni di don Seppia".

L'interrogatorio In merito alle numerose telefonate che intercorrono tra il parroco e un suo spacciatore e "procacciatore" di "prede", il sacerdote ha riferito che si trattava di "millanterie". Secondo quanto riferito da don Seppia al pubblico ministero, gli oggetti delle sue telefonate sarebbero stati "un gioco erotico". Per quanto concerne la contestazione di aver fatto violenza sessuale a un chierichetto di 16 anni della parrocchia del Santo Spirito di Genova, don Seppia ha riferito di non avergli mai dato un bacio così come gli viene contestato dal gip Maria Vicidomini. Il sacerdote ha riferito di aver avuto rapporti soltanto con maggiorenni e per quanto concerne la cessione di sostanze stupefacenti, anche in questo caso ha negato ogni addebito. L’avvocato Bonanni non ha voluto commentare la dichiarazione rilasciata all’ingresso del carcere da parte del sacerdote, di essere sieropositivo e ha riferito che il suo assistito "comprende il grande interesse mediatico alla vicenda e lo subisce passivamente". Il pubblico ministero Puppo aveva anticipato che avrebbe dato il nulla-osta per il trasferimento di carcere richiesto dallo stesso don Seppia. Lo attende una cella nella sezione "Sex offenders" della casa circondariale ligure.

Sieropositivo Don Riccardo Seppia, il parroco di Sestri Ponente arrestato con l’accusa di abuso su minore e cessione di stupefacenti, sarebbe sieropositivo. E' quanto si apprende dall’ordinanza del gip nei suoi confronti. Proprio per questo motivo, secondo quanto si è saputo, il sacerdote si troverebbe in una sezione speciale del carcere di Marassi, dove è detenuto da venerdì scorso. Non è escluso che il sacerdote, sospeso dalla curia di Genova, nei prossimi giorni venga sottoposto a nuovi esami clinici.

La rivelazione choc Gli inquirenti, sempre secondo quanto si apprende, stanno cercando di appurare se il parroco, accusato di abusi su minori, abbia avuto rapporti sessuali e se questi siano stati o meno protetti. Il difensore del sacerdote, avvocato Paolo Bonanni, non ha rilasciato commenti al riguardo: "Su questo aspetto della vicenda - ha detto - preferisco non commentare". La rivelazione potrebbe aggravare ulteriormente il quadro accusatorio a carico dell’imputato: nel caso in cui avesse contagiato altre persone senza avvisarle preventivamente della sua sieropositività, don Seppia rischierebbe infatti anche l’accusa di lesioni gravissime. Da ulteriori informazioni non segue alcuna terapia per la tossicodipendenza e neanche per la sieropositività. Sempre da fonti interne al carcere potrebbe trattarci di una "immediata strategia difensiva".