Pedofilia on line, 4 fermi e 110 indagati in tutta Italia

Maxi operazione di contrasto alla pedofilia on line e al turismo sessuale. Per gli indagati sono ipotizzati i
reati di divulgazione di materiale pedo-pornografico in
associazione per delinquere

Catania - Quattro persone arrestate e 110 indagate. E' il bilancio provvisorio di un'operazione di contrasto alla pedofilia on line e al turismo sessuale coordinata dalla procura della Repubblica di Siracusa, che ha disposto 116 perquisizioni in diverse regioni italiane.

Operazione "Thai" All’operazione, denominata "Thai", hanno partecipato gli investigatori del Nucleo investigativo telematico della Procura aretusea e oltre 500 appartenenti a carabinieri, polizia postale e guardia di finanza. Gli arrestati sono un funzionario di banca di 62 anni di Imperia, un operaio di Varese e un cinquantenne metalmeccanico di Brescia. Gli investigatori del Nit hanno poi fermato all’aeroporto di Fiumicino, dopo essere sceso da un aereo proveniente da Bangkok, un docente universitario italiano di 55 anni. Al professionista sono stati sequestrati video pedo-pornografici girati in Thailandia in cui l’uomo era uno dei protagonisti delle riprese.

I 110 indagati Gli indagati dal procuratore aggiunto di Siracusa Giuseppe Toscano e dai sostituti Antonio Nicastro e Anna Trinchillo, sono 110 utenti italiani. Per loro sono ipotizzati i reati di divulgazione di materiale pedo-pornografico in associazione per delinquere. Tra loro ci sono anche insegnanti, sociologi e dirigenti di azienda: 16 sono residenti in Sicilia, 12 in Campania, 11 in Lombardia, 12 in Toscana, 11 in Emilia Romagna, 9 in Veneto, 6 in Liguria, 5 in Friuli, 5 in Calabria, 4 nel Lazio, 4 in Piemonte, 4 in Abruzzo, 4 nelle Marche, 2 in Puglia, 2 in Sardegna, 2 in Basilicata, e uno in Trentino.

La pista thailandese Indagini sono in corso con la Thailandia. Gli inquirenti stanno cercando di identificare i bambini coinvolti negli abusi. La competenza sull’inchiesta è, infatti, della magistratura italiana visto che la legge, per contrastare la pedo-pornografia, prevede che si può procedere anche se il reato è commesso all’estero.

La denuncia di Telefono arcobaleno Le indagini sono state avviate dopo una denuncia dell’associazione Telefono arcobaleno e del suo presidente Giovanni Arena. Come descritto nel report annuale dell’Osservatorio internazionale di Telefono arcobaleno, il pedo-business è un "chiaro indice del terribile meccanismo economico che alimenta il circuito criminale della domanda e offerta di nuovi materiali". "Non stupisce la connessione tra pedopornografia e turismo sessuale, resa evidente oggi da questa operazione che evidenzia sempre più le caratteristiche di un business criminale sempre crescente - spiega lo stesso Arena - si rende necessario un ruolo più forte e di coordinamento della magistratura, che permetta di andare oltre il mero perseguimento dei clienti e dei fruitori del mercato pedopornografico, realizzando più ampie azioni che aggrediscano con maggiore determinazione il cuore del pedobusiness on line".