Pedofilia, rimane in cella don Riccardo Seppia Linee guida dalla Chiesa

Dopo <strong><a href="/cronache/ho_neve_ti_aspetto_il_parroco_e_ragazzini_nei_guai_altre_3_persone/don_seppia-sestri_ponente-pedofilia/16-05-2011/articolo-id=523522-page=0-comments=1" target="_blank">l'arresto di don Riccardo</a></strong>, il Vaticano pubblica le linee guida contro la pedofilia. Il parroco inchiodato dalle intercettazioni: &quot;Li voglio giovani e con problemi&quot;

Roma - Resta in carcere don Riccardo Seppia, il prete di Sestri Ponente (Genova) accusato di abusi su minori e spaccio di stupefacenti. Il parroco, infatti, potrebbe inquinare le prove e reiterare il reato, mentre non ci sarebbe pericolo di fuga secondo il gip Annalisa Giacalone, che ha deciso per la custodia in carcere.

Don Riccardo non risponde ai gip Durante l’interrogatorio di garanzia, il sacerdote si è avvalso della facoltà di non rispondere. "Don Riccardo è pronto ad assumersi le sue responsabilità e a collaborare con i magistrati", afferma il suo legale, l’avvocato Paolo Bonanni, uscendo dal cercere di Marassi. "Don Riccardo è tranquillo, presente e lucido - racconta l’avvocato Bonanni - chiederemo un nuovo interrogatorio nei prossimi giorni ma solo dopo aver letto le carte del fascicolo. Adesso abbiamo dieci giorni di tempo per fare ricorso al Tribunale del Riesame". 

Le vittime Li voleva giovani: quattordici, al massimo 15 anni. Perchè "sedicenni sono già troppo vecchi". E poi con problemi di famiglia, di disagio. Erano queste le richieste che don Riccardo faceva al suo pusher, un immigrato residente a Genova, che gli procurava droga e anche ragazzini con i quali se possibile trattenersi in incontri intimi. È quanto emerge dalle intercettazioni telefoniche riportate nelle 40 pagine di ordinanza emessa dal gip di Milano (prima che gli atti d’inchiesta fossero trasmessi per competenza alla procura genovese), telefonate e messaggi sul cellulare contestate oggi durante l’interrogatorio di garanzia nel carcere di Marassi. Due le zone dove lo spacciatore cercava le vittime: la Fiumara, cioè il grande centro commerciale di Sampierdarena, e il Centro storico. Una volta contattato un ragazzino disponibile, il pusher ne dava il numero di telefono al prete. E don Riccardo cominciava le avances. Per incontrarli, prometteva loro cocaina; se non disponibile, era sempre pronta una banconota da 50 euro. I messaggi e le telefonate erano insistenti, quasi assillanti: varie decine al giorno.

Le linee guida del Vaticano La Chiesa ha il "dovere di dare una risposta adeguata" ai casi di abuso sessuale su minori commessi da preti. E "detta risposta dovrà provvedere all’applicazione del diritto canonico in materia, e, allo stesso tempo, tener conto delle disposizioni delle leggi civili". Dopo l'arresto del prete di Sestri Ponente (Genova) don Riccardo Seppia, accusato di abusi su minori e spaccio di stupefacienti, la Congregazione per la dottrina della fede ha inviato una circolare alle Conferenze episcopali per elaborare le linee guida contro la pedofilia. Tuttavia, interrogato nel carcere di Marassi, don Riccardo Seppia non ha voluto rispondere alle domande del magistrato.

Cooperare con le autorità L’abuso sessuale di minori è un "delitto canonico" ma anche un "crimine perseguito dall’autorità civile". Nelle situazioni diverse da Paese a Paese, "è sempre importante cooperare" e "va sempre dato seguito alle prescrizioni di leggi civili per quanto riguarda il deferimento dei crimini alle autorità preposte, senza pregiudicare il foro interno sacramentale", per esempio la confessione. La Congregazione per la dottrina della fede ha poi ricordato che la Chiesa e i vescovi devono mostrarsi pronti "ad ascoltare le vittime e i loro familiari e impegnarsi nella loro assistenza spirituale", secondo "l'esempio particolarmente importante" dato dal Papa nei suoi incontri con le vittime di abusi sessuali di chierici. Il "dovere" dei vescovi di dare "risposta adeguat", spiega il documento vaticano, inoltre "comporta l’istruzione di procedure adatte ad assistere le vittime di tali abusi, nonchè la formazione della comunità ecclesiale in vista della protezione dei minori". La risposta chiesta ai vescovi, poi, "dovrà provvedere all’applicazione del diritto canonico in materia, e, allo stesso tempo, tener conto delle disposizioni delle leggi civili".

L'appello di padre Lombardi "Incoraggiare ad affrontare tempestivamente ed efficacemente il problema con indicazioni chiare, organiche, adatte alle situazioni locali, compresi i rapporti con le norme e le autorità civili". Questa, secondo una nota di padre Federico Lombardi, una delle "preoccupazioni" della Lettera circolare della Congregazione per la dottrina della fede alle Conferenze episcopali sulla pedofilia pubblicata oggi dal Vaticano. "La indicazione di una data precisa e di un termine relativamente breve entro cui elaborare le Linee guida da parte di tutte le Conferenze Episcopali - commenta il direttore della sala stampa vaticana - è evidentemente una indicazione molto forte ed eloquente".