Pedofilia, sì ai processi il Vaticano rischia il crac

La Corte Suprema americana ha rigettato il ricorso presentato dal Vaticano contro l’azione legale della vittima di un prete pedofilo scomparso nel 1992. L’avvocato della vittima ha chiesto di poter intentare una causa alla Santa Sede, in base a una legge dell’Oregon secondo la quale la responsabilità civile delle azioni di un «dipendente» può ricadere sul suo datore di lavoro. Il sacerdote in questione, dopo aver commesso abusi in Irlanda era stato trasferito prima a Chicago, dove ne aveva commessi altri, e quindi a Portland, dove aveva nuovamente abusato di una minore. La Corte Suprema Usa ha dato il suo ok a far continuare il processo. Ora la Chiesa può rischiare perfino una class action e una condanna milionaria. Che può far tremare le casse vaticane.