Pedofilia sul web quadruplicata in 5 anni. «Presto una nuova legge in Italia»

Secondo Telefono Arcobaleno i siti internet europei che soddisfano la «domanda» di materiale basato sullo sfruttamento sessuale dei minori sono passati dal 37 al 58%, più dei server americani. Pagano (Pdl): «In Parlamento un testo per fermare questa vergogna»

Gli orchi si nascondono nella Rete. E crescono. A tassi esponenziali, secondo l'ultimo rapporto di Telefono Arcobaleno. In cinque anni, dal 2003 al 2008, la presenza di materiale pedopornografico nei siti internet europei è aumentata del 400 per cento, mentre i profitti di questo indecente mercato sono lievitati quasi del 150 per cento. Monitoraggio compiuto anche grazie alla rinnovata sensibilità degli utenti, che in molti casi suppliscono alle carenze normative e di strumenti efficaci per bloccare il fenomeno. Solo lo scorso anno le segnalazioni sono state oltre 42mila. Eppure c'è un dato che fa male: dei 3mila bimbi sfruttati e rintracciati online - stando alla denuncia dell'associazione - nemmeno uno è stato identificato e liberato. Si è riusciti, tuttavia, a chiudere le pagine web incriminate, sebbene queste spesso ci mettano davvero poco a ricomparire sotto altra forma nell'oceano virtuale. L'emergenza si fa sempre più europea. Cinque anni fa erano gli Stati Uniti a detenere il triste primato di server pedopornografici, corrispondente alla metà dei contenuti disponibili su scala mondiale. Oggi la domanda di contenuti vietati soddisfatta dal Vecchio Continente è passata dal 37 per cento di 5 anni fa al 58 per cento attuale, scalzando gli Usa. «La pedofilia online è un mercato che purtroppo non conosce crisi - ammette Giovanni Arena, presidente di Telefono Arcobaleno -. E i clienti restano pressoché impuniti a causa della lentezza dei processi, il tutto a danni delle povere e indifese vittime». I numeri della casistica rilevata in questo senso dall'associazione, sono inquietanti. «Solo nell'ultimo anno più di 3.500 denunce al mese, con punte di 300 al giorno, che hanno portato alla messa al bando dei siti in questione nel giro di massimo 48 ore. Ma evidentemente ancora non basta», conclude Arena. In Parlamento è in fase di studio la proposta di legge firmata dal deputato Alessandro Pagano (Pdl) e sottoscritta da 120 colleghi di entrambi gli schieramenti. Il testo introduce misure più severe contro la «pedofilia culturale»: impedisce da un lato la proliferazione online dei siti a sfondo pedofilo, dall'altro contrasta il fenomeno dell'istigazione e dell'apologia della pedofilia, modificando il codice penale a tutela dei minori. «Abbiamo infatti constatato che sono 522, di cui 12 italiane, le organizzazioni e le associazioni che operano per la rivendicazione dei "diritti dei pedofili"». Paradossale. «Esistono addirittura - continua Pagano - tre associazioni pseudo-religiose che mirano a rielaborare una teologia a favore di questi criminali, 23 associazioni a favore di donne pedofile e oltre 500 agenzie che offrono perfino consulenza e sostegno ai pedofili, 3 web radio dedicati e almeno 4 riviste internazionali specializzate. L'elenco degli orrori potrebbe continuare. È una vergogna che deve finire e la legge va in questa direzione». Per accelerare l'iter parlamentare è importante - invita il relatore - che si attivi una partecipazione popolare e di opinione pubblica che contribuisca all'approvazione della legge in tempi più rapidi possibili.