Il pedofilo: stuprata dopo un raptus

Vincenzo Iacono, pizzaiolo 45enne di Agrigento, confessa la violenza sessuale sulla bimba di 4 anni. L'uomo era libero nonostante fosse già condannato per altri abusi su tre bimbi

Agrigento - "È stato un raptus e l’ho violentata". Lo ha detto al gip che lo interrogava, il pizzaiolo 45enne di Agrigento, Vincenzo Iacono, accusato di aver abusato di una bambina di quattro anni e arrestato venerdì notte dai carabinieri. L’interrogatorio è durato tre ore e mezza e alla fine l’uomo ha ammesso di aver stuprato la bambina raccontando anche particolari che gli inquirenti definiscono "raccapriccianti". L’uomo rimane in isolamento in carcere per evitare che possa essere vittima di violenze da parte di altri detenuti.

Ispezione Il ministro della Giustizia Luigi Scotti "chiederà alla procura generale competente un circostanziato rapporto" e si riserva di disporre "un’ispezione mirata" per accertare eventuali responsabilità e fare luce sulla vicenda di Iacono, il pizzaiolo agrigentino scarcerato per scadenza dei termini di custodia cautelare, nonostante una condanna a 6 anni e 6 mesi per avere violentato due sorelline di Aragona, e arrestato venerdì scorso per un nuovo episodio di abusi: questa volta su una bimba di 4 anni. Dopo la liberazione era sottoposto solo al divieto di dimora nella provincia di Agrigento e all’obbligo di firma. "Quando l’ho processato era già libero" spiega il presidente dell’ufficio gip di Agrigento Luigi Patronaggio che, a gennaio scorso, ha condannato, in abbreviato, il pizzaiolo per il primo episodio di violenza.

Il precedente L’uomo era inizialmente stato accusato dello stupro di tre sorelline, ma è stato poi ritenuto colpevole di violenza sessuale solo nei confronti di due. "Cercherò di capire, comunque, se ci siano stati ritardi nel mio ufficio" aggiunge il magistrato, precisando, però, tra che tra l’arresto dell’indagato e la richiesta di rinvio a giudizio, fatta dalla procura di Agrigento, sarebbe trascorso più dell’anno indicato dal codice come termine massimo di custodia cautelare. Al giudice, che il 23 marzo 2005 dispose la liberazione di Iacono, dunque, non sarebbe rimasto che adottare, a suo carico, le misure dell’obbligo di firma e del divieto di dimora nella provincia di Agrigento. No comment dalla procura di Agrigento, titolare delle indagini sulla violenza delle due bimbe di Aragona e ora del nuovo episodio di stupro.

La vittima La piccola intanto resta in ospedale, seguita da un’equipe di psichiatri. La madre, nipote dell’indagato, che gli aveva affidato la figlia il giorno dello stupro e che poi l’ha denunciato, non si dà pace. "Non mi aspettavo che facesse una cosa simile - dice la 28enne ai microfoni del Tg5 - Mi avevano detto che per l’altra vicenda era stato assolto per insufficienza di prove".