Pedoni in trappola nella strada senza uscita del Colombo

(...) brevissimo (aeroporto - Piazza Principe). Insomma, un vero e proprio calvario. Non rimaneva altro che salire sopra un taxi, chiamare parenti e amici per farsi venire a prendere, o incamminarsi a piedi. L'ultima soluzione, certamente la più economica, in realtà si trasformava in un'odissea. Il marciapiede che portava in città, nonostante fosse stretto, era costeggiato da un muraglione in cemento, alto circa un metro e mezzo, costruito per proteggere i pedoni dai veicoli in corsa. Non ci si poteva proprio sbagliare. Quella era la direzione giusta da prendere per sbucare sullo stradone nuovo di Sestri Ponente. A conferma di ciò, un paio di cartelli segnaletici, di quelli che indicano il passaggio pedonale, campeggiavano sopra quel marciapiede. Così, per il viaggiatore non poteva esserci alcun dubbio: l'arrivo in città era assicurato. Invece no. La sorpresa era dietro l'angolo, o meglio, in fondo al lungo marciapiede. La strada non aveva una via d'uscita. Il muraglione di cemento si stringeva fino ad impedire al povero pedone di raggiungere la città. A quel punto non rimaneva altro che scavalcare il muro finendo nel bel mezzo di un enorme stradone trafficatissimo, rischiando di venire travolti dalle automobili e dai camion, o mugugnando, ritornare sui propri passi, e risalire verso l'aeroporto. Noi, nell'ottobre 2006 e nel maggio 2007 avevamo ripetutamente denunciato questo problema, sperando che chi di dovere, in primis il Comune, trovasse una soluzione: aprire la strada, mettendo in sicurezza l'attraversamento con un semaforo, o per lo meno, chiudere nella parte iniziale il marciapiede, in modo che nessun ignaro pedone continuasse ad incamminarsi lungo quel tortuoso «sentiero» per poi fare la fine del topo in trappola. Secondo voi, oggi, a distanza di due anni, la situazione qual è? È presto detto: non è cambiato assolutamente nulla. Anzi, i cartelli segnaletici sono un po' più arrugginiti e storti, c'è una serie infinita di cartacce e spazzatura di vario genere sopra il marciapiede all'interno del muraglione, ma a parte questo, ogni cosa è identica al passato. Come identici sono i disagi che devono subire i viaggiatori. Una situazione che rasenta il ridicolo e che farebbe la felicità degli inviati di «Striscia la Notizia» alle prese ogni giorno con segnalazioni simili a questa. Insomma, sarebbe il caso che all'aeroporto di Genova a decollare non fossero solo gli aerei, ma anche le soluzioni a questi problemi davvero «terra a terra».