Pedrini, sempre in fuga per fare centro

Lui direbbe che è il resto del mondo a girargli intorno, e non lui a girare per il mondo. Ma poiché, al solito, la verità sta nel mezzo, quindi al centro, la si potrebbe anche vedere così: Egidio Pedrini sta ancora cercando il «suo» centro. Perché se lui le idee le ha fin troppo chiare, è evidente che sono i partiti ad averle confuse. Càpita così che il senatore in fuga sia fuggito un’altra volta, gli è già successo quattro volte in cinque anni, passando dall’Udeur di Clemente Mastella all’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro.
Del resto, come si diceva, mica è sua la colpa, se è vero che anche i gruppi che ha cambiato nel frattempo son cambiati, quantomeno nel nome. Per capire: dal 30 maggio 2001 al 25 giugno 2002 Pedrini è stato membro del gruppo Margherita, il quale gruppo nel frattempo, il 12 giugno 2001, ha deciso di chiamarsi «Margherita - Dl - L’Ulivo». Da lì, il senatore è passato al gruppo Misto con la componente Udeur-Pe, era il 26 giugno 2002 e c’è rimasto fino al primo ottobre 2003. Dal giorno dopo era nel gruppo Per le Autonomie, in compagnia dei più svariati personaggi: Giulio Andreotti il promotore del gruppo, e poi Francesco Cossiga, ma anche Mauro Betta e Alois Kofler del Sudtiroler volks Partai, o Augusto Arduino Claudio Rollandin dell’Union Valdôtaine. Di professione consigliere d’amministrazione, presidente di Sira, condirettore della rivista «Diritto e pratica dell’aviazione civile» nonché sindaco di Zeri, il paese toscano che lui sogna di far diventare ligure dove nacque 62 anni fa una notte di dicembre, Pedrini ha appena aggiornato l’agenda delle sue frequentazioni, passando all’Idv. Ma lasciandosi, così pare, la porta ancora aperta, visto che sì, va bene l’addio all’Udeur, ma Pedrini è rimasto nel gruppo Per le Autonomie, nonostante l’Idv sia nel Misto.
I nuovi amici gli son stati comunque così grati per l’attenzione che lo hanno candidato alla Camera un po’ dappertutto. Sarà secondo in lista in Liguria subito dopo Di Pietro, terzo in Piemonte dopo Di Pietro e Leoluca Orlando, e il suo nome comparirà anche in Veneto 1, Campania 1, Emilia e Toscana. Non male per uno che ha lasciato gli amici liguri dell’Udeur a scannarsi per il seggio che non c’è.
Ma non parlategli di opportunismo: «In Idv, con la candidatura di Orlando e vari parlamentari, si è riscontrata una grande disponibilità per raccogliere adesioni ed esperienze che si rifanno alla visione moderata e popolare. Attraverso Idv si potrà contribuire a quella ristrutturazione dell’area centrale degli schieramenti politici che è nei voti di tanti, e che rappresenta il vero problema della politica italiana nell’immediato futuro». Un senatore in fuga, per fare centro.