Pedrosa irraggiungibile ma nella Moto Gp è Rossi&Melandri show

L’ultimo emozionante sorpasso a pochi metri dal traguardo ha portato Valentino al secondo posto. Marco ammette: «Ho sbagliato io»

Nanni Scaglia

da Donington

Fa festa Daniel Pedrosa, ma l'impresa, ancora una volta, è dei piloti italiani. Valentino Rossi secondo, Marco Melandri terzo, senza dimenticarsi di Loris Capirossi, nono in condizioni fisiche a dir poco precarie, confermano che la MotoGP è bella e avvincente soprattutto grazie a questi tre grandi campioni. Senza naturalmente nulla togliere a Pedrosa, autore di una gara strepitosa, dominata fin dalle prove in un modo davvero stupefacente, soprattutto se si pensa che Daniel è al debutto nella classe regina. Ma con lo spagnolo in fuga a dettare il ritmo, sono stati soprattutto Rossi e Melandri a infiammare un Gp che negli ultimi giri è stato addirittura straordinario, con un ultimo passaggio da brividi.
«È un secondo posto che vale quanto una vittoria», ha celebrato il sorpasso finale Rossi. Gli ha fatto eco la delusione di Melandri: «Pensavo che Valentino fosse un po' più vicino e lui era più forte di me alla penultima curva. Per questo ho ritardato tanto la frenata, ma quando la moto si è scomposta sono finito lungo e mi ha passato: non dormirò a lungo per l'errore commesso».
Quando i due iniziano l'ultimo giro, tra Rossi davanti e Melandri dietro ci sono soli 189 millesimi. Così rimangono nella prima parte del tracciato, quella più veloce, con due moto lanciate a oltre 200 all’ora attaccate con la colla. Si arriva alla parte lenta e qui Marco fa un capolavoro, superando alla variante il fenomeno della Yamaha. «Non avevo mai frenato così forte in tutta la mia vita - racconta Marco -, pensavo di spezzare le leve da tanta potenza ci ho messo... Non ero sicuro di riuscire a fare la curva, invece sono entrato bene nella variante, uscendo anche forte».
Sembra fatta per Marco, perché al traguardo mancano solo due tornanti, dove però si può tentare l'ultimo assalto. Ma è al penultimo che Valentino passa. «Siamo arrivati entrambi lunghi in quel punto - spiega Rossi - perché io ho frenato almeno 20 metri più tardi del normale, Melandri addirittura 25. Così è finito fuori traiettoria e sono riuscito a passare» e a Valentino è bastato chiudere l'ultimo spiraglio.
«Avrei voluto provarci - conclude Marco -, ma sarei dovuto entrare troppo duro, rischiando di fare un disastro. Ho preferito accontentarmi del terzo posto, che è comunque un grande risultato, considerando quello che mi era successo a Barcellona. In Olanda e qui avrei anche potuto non correre per le conseguenze di quel terribile incidente, invece ho portato a casa un settimo posto e un podio. Non male, anche in funzione del campionato».
Melandri adesso è quarto in classifica a 39 punti da Nicky Hayden, ieri appena settimo, e a 4 da Rossi. Alla vigilia, sembrava una gara difficile per Valentino, costretto a partire dalla dodicesima posizione, con il polso destro fratturato in Olanda non al meglio della condizione e, soprattutto, con una Yamaha totalmente fuori posto nella messa a punto. Invece, Pedrosa a parte, Rossi è riuscito a recuperare punti pesanti su tutti i suoi principali rivali. «In prova eravamo in difficoltà - conferma - e così abbiamo deciso di fare un cambiamento radicale, montando anche una gomma posteriore che non avevamo mai utilizzato prima. Purtroppo nel warm up è piovuto e così non ho potuto verificare che fosse tutto a posto. Per la gara sono partito al buio e nei primi giri ho faticato a prendere un buon ritmo. Ma è stato un azzardo che ha pagato e quando ho visto Melandri, Stoner e Roberts davanti a me, ho pensato che sarei dovuto salire a tutti i costi sul podio. La sfida con Marco è stata fantastica, perché quando ci troviamo uno contro l'altro, nessuno dei due è disposto a perdere. Quanto al resto, il campionato è ancora lungo: sicuramente vedo bene Hayden e Pedrosa, ma gli italiani nelle ultime due gare non erano al 100%».
Lo saranno, con ogni probabilità, fra due settimane al Sachsenring e per Pedrosa sarà duro ripetere certi risultati.