La peggio vecchiaia

Quando saremo vecchi, io e i miei amici più scafati saremo tutti al potere: e allora ci vendicheremo. Imbracceremo i primi anni Novanta (Mani pulite, la rivoluzione giudiziaria, la discesa in campo, la seconda Repubblica, i suicidi, i ladri, Di Pietro, quello che volete) e ne faremo la nostra versione dei loro maledetti Anni di piombo. Li propineremo ovunque, libri contro libri, anche se ce li leggeremo tra di noi, e faremo trasmissioni su trasmissioni, anche se ce le guarderemo da soli, anzi ci andremo da soli, e sfileranno vittime di ingiustizie e vedove di innocenti, nipoti di Craxi, cugini di Di Pietro, prozie di Travaglio, Silvio Berlusconi (lui sempre) e ci saranno dibattiti pazzeschi del genere «Uscire da Tangentopoli», stracciature di maroni tipo «Ma la corruzione è come prima?», soprattutto ci sarà la nostra lobby di giornalisti e corsivisti e editorialisti e politici e venditori ambulanti di frittelle che invocheranno la necessità di superare gli Anni di Fango: anche se saranno strasuperati da un pezzo, anche se non gliene fregherà più niente a nessuno, da una vita, esattamente com'è per gli stramaledetti di piombo. Scasseremo le scatole a tutti, avete la nostra parola, ci faremo gli affaracci nostri, occuperemo il proscenio, sarà un modo come un altro per rinverdire la meglio gioventù. Avremo pure la nostra versione di Giampiero Mughini, e sarà terribile, perché lui tiferà Inter.