Pegli, bagni «vietati» dagli scarichi del torrente

«Un bene prezioso come la possibilità di fare un bagno in acque pulite non può essere subordinato a interessi privati - così la pensa Mauro Avvenente, presidente del Municipio VII Ponente e aggiunge - l'obiettivo è recuperare al più presto la balneazione nel tratto di litorale di Pegli per consentire a tutti, anche a chi non ha possibilità economiche, di poter godere di questo diritto». Per riuscirci è necessario eliminare in maniera definitiva il problema degli scarichi abusivi che riversano nei torrenti della delegazione, e quindi in mare, le acque nere di alcuni caseggiati. A denunciare la situazione è stato il titolare dei Bagni Doria «Da tre mesi l'odore che sale dalla foce del rio Rexello è insopportabile e diventa ancora più forte quando le correnti marine non consentono il ricambio delle acque - racconta Vincenzo Epifanio - ho già fatto diverse chiamate a Mediterranea delle Acque ma il problema non è stato risolto». Secondo Epifanio gli operai vengono e tolgono l'otturazione ma il giorno dopo tutto torna come prima. E lavorano di notte per non mostrare ai bagnanti la sporcizia e i liquami che scaricano in mare. Il danno economico per lo stabilimento che ha una terrazza ristorante proprio sopra la foce del torrente è notevole. L'adiacente hotel Miramare subisce le stesse conseguenze e varcando la soglia della portineria si sente subito lo sgradevole odore che penetra dalle finestre aperte. Il Municipio si schiera dalla parte degli imprenditori e ha chiesto a gran voce a Mediterranea delle Acque di eseguire controlli approfonditi sulle fognature del quartiere.
«L'anno scorso durante i lavori per il rifacimento e la copertura del rio Rexello sono stati scoperti degli allacci irregolari alla rete fognaria - conferma Avvenente - ma sono necessari degli interventi anche per il rio Archetti e il rio Rostan di Multedo».
Alcune operazioni sono già state realizzate congiuntamente con il Comune e Mediterranea delle Acque, come il nuovo collettore di Multedo e la sistemazione del depuratore di Pegli. Una volta realizzati gli interventi sui collettori fognari, alcuni dei quali costruiti negli anni '50 in maniera selvaggia e senza i necessari controlli, andrà affrontato il problema più critico, quello degli allacci abusivi. «Chiederemo che venga fatta una campagna di sensibilizzazione per incentivare le verifiche degli allacci - continua il presidente - ogni singolo amministratore di caseggiato dovrà dimostrare di essere allacciato regolarmente alla rete. E nel caso non fosse in regola gli sarà dato il tempo necessario per mettersi a norma, ma qualora non lo facesse dovranno scattare pesanti sanzioni».
Ma per raggiungere l'obiettivo balneazione queste misure saranno sufficienti? «Dalle analisi realizzate periodicamente dall'Arpal risulta che l'inquinamento chimico non è più presente nelle acque di Pegli - dichiara Avvenente - oggi il problema è l'inquinamento batteriologico direttamente riconducibile alla presenza di scarichi fuorilegge». Eliminata questa pratica nociva il mare di Pegli potrebbe finalmente tornare accessibile a tutti.