Pegli in marcia per il campo

Pegli scende in piazza, anzi sul lungomare, per combattere contro il degrado della zona di rio San Michele, peraltro già al centro di polemiche sorte nel quartiere San Pietro che si trova poco distante. Gli abitanti del quartiere, raccogliendo 80 firme, avevano portato alla luce lo stato di manutenzione dei giardini Marchisio corredando tutto con fotografie che evidenziavano l’assurdo stato di manutenzione sia dell’area che degli accessori ad essa annessi all’epoca della realizzazione.
Oggi anche l’Unione Calcio Pegli segna lo stato di degrado non solo dello spazio in questione ma anche del campo a 7 giocatori che insiste sulla medesima area. «Infatti - spiega Giuseppe Procida, presidente dell’Uc Pegli -., essendo noi una società di calcio con il proprio settore giovanile, non possiamo esimerci dal rimarcare il sotto utilizzo di una struttura sportiva che riuscirebbe a garantire ai bambini di Pegli quel minimo ma sufficiente spazio per poter dar sfogo alla loro voglia di calcio».
Al fine di raggiungere questo scopo anche la società calcistica, come già i componenti del quartiere San Pietro, ha voluto sondare tra i cittadini di Pegli quanto effettivamente fosse sentito il problema della carenza di un campo per i giovani della nostra delegazione; la risposta pare abbastanza confortante visto che in una sola settimana, senza fare un sondaggio capillare, sono riusciti a raggiungere la bellezza di 2582 firme. «Crediamo che questo dato sia sufficientemente esplicativo - insiste Procida - per far capire quanto i cittadini di Pegli sentano il bisogno di avere uno spazio loro dove poter portare i loro figli e nipoti, dove potre fare nuovi incontri e ancora dove, con il nostro aiuto, poter affinare ed assaporare quel che di meglio il contatto umano possa offrire, giocando a bocce (il campo non esiste più), a tennis (i soci sono nel tempo divenuti sempre meno), a carte (l’attuale bar non esiste più) o semplicemente gustandosi la frescura degli alberi sedendosi su una panchina (al momento inutilizzabili perché sommerse da rovi e sterpaglia) controllando i loro bambini che si affannano sui giochi (oggi totalmente inutilizzabili, rotti e seriamente pericolosi)».
Per i dirigenti tutto ciò «non è pura utopia». Infatti, se quell’area e quel campo così sotto utilizzato venissero dati in gestione alla società, si impegnerebbero «già fin d’ora ad intervenire con il nostro volontariato e con l’aiuto del quartiere San Pietro nel far rivivere la struttura sportiva e tutto lo spazio circostante riportando verde, passeggiate e serenità al quartiere e a tutti coloro che vorranno essere partecipi di questa rinascita».
Il termine «rinascita» mette in evidenza ciò che gli sforzi di chi protesta, pur senza alcuna struttura, sono riusciti a creare riportando in vita la scuola calcio «G.B. Rocca» mitica istituzione del calcio giovanile a Genova fiorente ed invidiata fino a quando l’alluvione del 1994 non ha portato via l’unico campo di Pegli (il glorioso Nappi). Da quel momento è andato tutto in discesa, è sparita l’unica squadra della delegazione (la Pegliese), al posto del campo di calcio sono stati realizzati dei parcheggi ed i bambini di Pegli sono rimasti in balia di un destino senza futuro calcistico.
«A questo punto ci sembra sia giunto il momento che le nostre maggiori autorità affrontino questo che è un problema che assilla un’intera delegazione, forse l’unica a non avere un proprio campo di calcio - continua Procida -. E chiediamo quindi al presidente della Regione, al presidente della Provincia, al sindaco, all’assessore allo Sport, al presidente della circoscrizione VII Ponente: Perché non volete aiutare una delegazione a migliorare la propria vita sociale ed una quantità di bambini a crescere nello sport?». Non solo: «Teniamo altresì a precisare che ognuna delle autorità sopra elencate è già in possesso del fascicolo contenente le 2582 firme e della relativa lettera di accompagnanento nella quale già avevamo riportato i nostri problemi come società di calcio in quanto, all’epoca, non eravamo ancora a conoscenza che anche il quartiere San Pietro si era mosso nella nostra stessa direzione. Inoltre vorremmo sottolineare che quanto sopra esposto è ampliamente giustificato da una copiosa documentazione fotografica e da una serie di testimonianze rese dagli stessi abitanti del quartiere».
Per concludere e per maggiormente sensibilizzare l’opinione pubblica e le autorità su un problema così importante e determinante per un numero altrettanto imponente di cittadini oggi si terrà una manifestazione pacifica sul lungomare di Pegli alle ore 18,30.