Pegli rinchiusa nelle cantine del Martinez

Roberta Bottino

«Non aprite quella porta», anzi sarebbe più indicato dire «non aprite quell'ospedale», perché sono stati necessari diversi tentativi e ripetute richieste, prima che ci fosse concesso di entrare all'interno dell'ex ospedale Martinez di Pegli. Purtroppo, per salvaguardare la nostra incolumità fisica, ci è stato «gentilmente» consigliato di non avventurarci nella parte abbandonata dell'edificio, e così volenti o nolenti, non abbiamo potuto perlustrare le innumerevoli stanze dimenticate da tutti, eccetto che dal tempo.
Ma scaviamo nel passato per ricordare la lunga e scandalosa storia dell'ospedale Martinez di Pegli chiuso da tantissimi anni e mai ristrutturato, ad eccezione dei tre piani bassi che un tempo erano adibiti a magazzini. «Nella vecchia struttura dell'ospedale le fondamenta dell'edificio erano la parte dedicata ai servizi - spiega il direttore del distretto 1 della Asl, Massimo Blondè -. C'erano i ripostigli, le cucine, le stanze dove non veniva esercitata attività clinica ma di servizio per l'intero ospedale». Corridoi stretti e lunghi e stanze nelle quali si svolgono diverse attività quali assistenza distrettuale, assistenza disabili, Cup, centro prelievi, ambulatorio infermieristico, ambulatori specialistici e consultorio. Tre piani ristrutturati a dispetto di un edificio monumentale posto alle spalle di questi uffici, che sovrasta con la sua imponenza, ma anche con il suo degrado, la nuova struttura consultoriale della Asl 3, e quest'edificio ricordiamo essere l'ex Martinez. Una beffa nei confronti dei pazienti che sono costretti a fare code infinite, stretti come sardine nelle ristrutturate sale d'aspetto. «Hanno fatto un ambulatorio che sembra una cantina - lamenta un signore -, e non ci possiamo neanche muovere. Per rispetto della gente dovrebbero trovare spazi più grandi, ed è assurdo che sopra ci sia un ex ospedale abbandonato. È una favola tanto lunga quella del Martinez che non ci si capisce più nulla». C'è anche chi passeggiando nei pressi della grande struttura dimenticata dice simpaticamente in genovese: «l’è serou».
«È una via crucis - commenta un anziano pegliese -, dovevano aprire da tanti anni, ma si vede che se i soldi ci sono non li sanno spendere». I commenti dei passanti sull'ex ospedale Martinez non sono davvero lusinghieri e tra i vari mugugni si levano anche le voci di chi ormai ha perso ogni speranza di rivedere quei muri che cadono a pezzi ristrutturati. Per non dare troppo nell'occhio, chi di dovere ha pensato bene di posizionare un'enorme telone sulla facciata di quello scandalo. In questo modo si è tentato inutilmente di nascondere agli occhi dei passanti il degrado dell'ex ospedale. Un'enorme impalcatura sostiene quel «lenzuolo» di plastica simpaticamente decorato con decine di finestre, alcune chiuse e altre aperte, forse in nome dei vecchi tempi in cui la struttura ospedaliera funzionava.
Viene spontaneo domandarsi perché il Martinez non sia stato ancora ristrutturato. La prima risposta che viene data è legata alla mancanza di fondi, ma in questo caso il denaro sembrerebbe esserci. E allora? «I fondi sono stati identificati ai sensi dell' art. 71 della legge idonea per la ristrutturazione dell'edilizia ospedaliera - spiega il direttore dell'Asl 3, Marco Comaschi -, ma sono subentrate delle problematiche relativamente a delle norme di consolidamento edilizio sulla legge dell'antisismica in particolare, per cui alcuni progetti che erano stati fatti, pronti e preparati devono essere rivisti e rivalutati dal punto di vista della stabilità dell'edificio in rapporto a questa legge». La nuova normativa impone quindi di rivedere la progettualità del secondo lotto di lavori, che saranno attivati solamente dopo valutazioni e indagini di approfondimento.
Intanto il tempo scorre, gli anni passano e i pazienti invecchiano non credendo più alle «promesse». «Avevano appena finito di fare le sale operatorie nuove con i macchinari ancora da sfasciare, che l'ospedale dopo poco tempo è stato chiuso», racconta un ex paziente. Il presidente della circoscrizione Roberto Bruzzone sottolinea quanto sia importante per Pegli e per i pegliesi il Martinez. «Noi abbiamo ricevuto delle rassicurazioni che si partirà presto con i lavori di ristrutturazione - dice -, e monitoreremo che ciò accada. Intanto una parte della struttura funziona anche se con alcuni difetti e questa è già una risposta». La porta del Martinez però non ci è stata spalancata per paura che qualche calcinaccio ci cadesse sulla testa. Un piccolo sforzo i responsabili dell'ex ospedale lo potevano anche fare, visto che attraverso i vetri del portone si vede chiaramente che il corridoio nei pressi dell'entrata è stato misteriosamente ristrutturato. Ciò ci lascia un po' perplessi, così come l'estintore appeso oltre l'ingresso della struttura fatiscente datato 2005.