A Pegli si mangia sano dai contadini di città

Coltivano i propri terrazzamenti a un passo dagli imponenti palazzi di provincia, vendendo i loro prodotti solo ai clienti che passano di lì. Uno spaccato di realtà che conserva il fascino della tradizione contadina unita al ritmo di una città sempre più simile ad una metropoli. In pochi sanno che a Pegli, quartiere residenziale situato alla periferia di Genova, esiste ancora una realtà a misura d'uomo che si distanzia profondamente da ciò che comunemente è la vita di città fatta di traffico, rumore e supermercati. Nascosti da antichi alberi di castagno e circondati da terreni in cui crescono ortaggi e alberi da frutta, vivono i cosiddetti «contadini di città». Famiglie di pensionati che arrotondano il guadagno mensile, vendendo i propri prodotti agricoli alle fortunate persone che conoscono la loro attività. Una di queste famiglie vive alle spalle del grattacielo di Pegli 2, in località Sportivia, in una piccola casetta di campagna che esiste dal 1850, vicino alla quale si estendono campi di zucchine, fagiolini, pomodori e altre leccornie seminate in base alla stagione dell'anno. «La gente spesso passa di qui - racconta uno dei membri della famiglia di questa piccola azienda agricola - per una passeggiata in bici o con il cane, e si ferma a comprare la frutta e la verdura che altrove pagherebbe di più». Poco dopo, infatti, arriva una signora a fare la spesa: mezzo chilo di fagiolini, cinque mazzi di rucola, un chilo di pomodori, quattro mazzi di radicchio ed un mazzo di cipolline. Il totale delle sue compere è di sette euro. «Vengo a comprare qui tre volte la settimana - dice la signora Spaggiari - prima di tutto perché è primizia senza pesticidi e poi perché è più conveniente di qualsiasi altro fruttivendolo». Ma a Pegli, conosciuta anche come il «paese dalle due primavere», per il clima mite che da sempre contraddistingue questo piccolo paradiso ligure, c'è un'altra famiglia di contadini. Mimetizzati tra ville in stile Liberty e palazzi più moderni, a fianco della Vetta, in corrispondenza del monte Pennello, ci sono i campi della signora Caterina famosa per i cavolfiori, l'uva, i pomodori ma soprattutto il basilico dop.