Pegno Rcs: accordo Magiste-Bpi

da Lodi

Definitiva chiusura della vertenza tra Magiste (gruppo di Stefano Ricucci) e Bpi, con un accordo che sembra soddisfare tutti relativamente alla vicenda della quota del 14,1% di Rcs data in pegno all’istituto di credito, in cambio di un finanziamento di 700 milioni di euro. Ma anche riguardo al resto dell'intera vicenda Magiste-Bpi.
La novità è arrivata ieri in serata da Divo Gronchi, amministratore delegato dell'istituto di credito per il quale ieri mattina è stata formalizzata, a Verona, la fusione con Banco Popolare di Verona e Novara in vista dell'operatività, dal primo di luglio, del Banco Popolare. «Abbiamo concluso tutto - ha sottolineato entusiasta Gronchi - quindi non ci sarà bisogno di ulteriori accantonamenti anche dopo le vendite di diverse garanzie».
Alla fine Bpi rinuncerà «solo» a 200 milioni di euro e non saranno necessarie transazioni. In altri termini è stato recuperato oltre il 70% e l'intero cda sembrava soddisfatto dell’esito.
E alla vigilia del grande passo con Bpvn è già chiaro, in più, che Bipielle Net rimarrà nella «galassia» Banco Popolare. Insomma: per ora la banca multicanale di Bpi non sarà rimessa in vendita ma, piuttosto, si punterà a rafforzarne l'azione. Sempre ieri, il consiglio di amministrazione di Bpi, sulla base del risultato economico al 31 marzo 2007 come riportato nell'ultima relazione trimestrale e di ulteriori verifiche, ha decretato che ci sono i presupposti perché il superdividendo deciso lo scorso 10 marzo venga distribuito.