«Pellegrini codardo» Anche la moglie di Kakà ha trovato il colpevole

PARADOSSI Spendere 250 milioni non è servito: Real fuori agli ottavi per la sesta volta di fila

MadridLa sesta eliminazione consecutiva agli ottavi della Champions non è uguale alle altre: fa male come gettare al vento un quarto di miliardo di euro e temere di veder vincere il Barça nel proprio Bernabeu il prossimo 22 maggio. Il terremoto provocato in Spagna dal pareggio dei «meringa» contro il Lione non ha infatti paragoni ed ha cancellato in un colpo la gioia dei galácticos, che avevano appena raggiunto e superato il Barça nella Liga.
L’eliminazione ha affossato il progetto milionario di Florentino Pérez, ha spaccato la squadra, ha messo ancora più in dubbio Pellegrini ed ha fatto impazzare le previsioni sul futuro imminente del club che nel giro di quattro giorni è passato dalle stelle alle stalle.
Tante le critiche in un post partita che assomigliava più ad una guerra tutti contro tutti. La moglie di Kakà è riuscita a superare il bailamme con un commento su Twitter apparentemente lanciato contro il ct dei blancos. Carolina Celico, ha infatti postato un commento inserito poco prima nella rete sociale dal responsabile della comunicazione di Kakà, Diogo Dkotscho: «Un tecnico codardo sostituisce sempre un giocatore per cercare di sviare l’attenzione dalla propria incompetenza». La critica sembrava infatti diretta al ct cileno, che ha deciso di togliere il fantasista brasiliano quando mancava un quarto d’ora dalla fine della partita e il Real pareggiava.
Lo stesso Kaká, legionario di Cristo, è sembrato assai contrariato quando è uscito dal campo scuotendo la testa. Il campione, acquistato per 68 milioni di euro dal Milan, ha poi chiesto scusa ai tifosi del Real, assicurando che quello incassato dal Lione «è stato un duro colpo».
Ma non sono mancate anche le accuse tra giocatori. Secondo la Cadena Ser infatti buona parte della squadra ha dato la colpa del risultato all’argentino Higuaín ed al suo modo di giocare individualista, che avrebbe sottratto ai compagni almeno due o tre possibilità di gol. Anche Guti, ancora a bordo campo, ha riconosciuto a Telemadrid che «nelle partite importanti il Real non è all'altezza» ed ha buttato lì la soluzione: «Dobbiamo essere più squadra invece di giocare come tanti individui». Così anche «Pipita» Higuaín, capocannoniere nella Liga con 16 gol, ha incassato la sua parte.
Il quotidiano Marca se l'è presa invece direttamente con Pellegrini, sua vecchia conoscenza. Dopo l’«alcorconazo», che aveva lasciato i merengue fuori dalla Copa del Rey, il quotidiano aveva infatti chiesto al cileno di lasciare. «Adiós Champions, Adiós Pellegrini», titolava ieri il più venduto giornale sportivo di spagna, chiedendo di nuovo le dimissioni del ct. »Mi assumo tutte le responsabilità, ma siamo ancora in corsa per la Liga e non rinuncio al mio posto», ha però risposto il tecnico, che ha incassato anche il sostegno del direttore generale del Real, Jorge Valdano, «Pellegrini ha un contratto e il progetto del club continua», e del portiere Iker Casillas.
Ad agitare le acque è arrivato allora anche il Times, che, dopo l’eliminazione del Real dalla Champions, torna alla carica su José Mourinho, descrivendolo come il candidato principale per la panchina del Bernabeu. Secondo il quotidiano infatti il presidente Florentino Perez è determinato a riallacciare i contatti con il tecnico portoghese e convincerlo a rompere con l’Inter, dopo che già la scorsa estate c’era stato un avvicinamento, più o meno ufficiale, tra il club madridista e lo Special One, che alla fine aveva ottenuto il prolungamento di un anno del suo contratto con i nerazzurri.
Ma il vero sconfitto della partita di mercoledì notte è il progetto faraonico di Florentino Pérez, costruito a colpi di assegno. «Il calcio non ha prezzo», ha infatti titolato beffardo ieri El Pais, parafrasando una nota pubblicità e sottolineando che le vittorie non si comprano. Neanche con il quarto di miliardo di euro che l'imprenditore ha sborsato per talenti come Ronaldo, Kakà, Xabi Alonso, Karim Benzema, che dovevano contrastare il Barça delle 6 coppe. Per il momento l’investimento ha creato solo debiti, mentre la Coppa del re e la Champions sono sfumate, assieme ai ricavi che potevano fruttare al club. «Non ci resta che guardare al futuro», ha chiosato ieri Casillas, «e toglierci questa spina con la Liga». Il resto ormai è perso.