Pellegrini alla Guardia fra culto e tradizione

Per secoli i fedeli si sono recati a piedi alla vetta lungo il sentiero che venne costruito nel Seicento

Pier Luigi Gardella

Una ricorrenza cara ai genovesi, quella del 29 agosto, che, sempre in gran numero, si recano presso quello che Benedetto XV definì «il Santuario principe della ligure terra» il Santuario della Madonna della Guardia sul Monte Figogna.
Su una «memoria» scritta nel 1530 dagli uomini di Livellato è testimoniato l’evento miracoloso dal quale ebbe origine questo culto così radicato: l’apparizione della Vergine a Benedetto Pareto, umile contadino che sul monte Figogna si recava giornalmente a mietere l’erba, con la sua richiesta di edificarvi una cappella. E dalla prima edicola sul luogo dell’apparizione, nel corso dei secoli si giunse all’attuale Santuario inaugurato nel 1890.
Per secoli i genovesi si recarono a piedi sulla vetta del Monte Figogna, lungo quel sentiero che, già nella prima metà del Seicento, aveva iniziato a costruire la «Compagnia della Guardia» con il contributo del Senato genovese. Finché, nel 1929 fu realizzato il collegamento tra San Quirico ed il Santuario con un curioso e, per l’epoca, innovativo, sistema la «guidovia». Era questo un veicolo con motore a scoppio e ruote gommate, ideato nella ditta Alberto Laviosa di Piacenza, che correva su due binari paralleli in cemento con guida in acciaio. L’opera fu realizzata dai Fratelli Corazza di Salsomaggiore e fu inaugurata il 29 luglio 1929. Con essa si poteva salire da San Quirico agli 800 metri del Figogna in circa tre quarti d’ora, e sino al 1967 trasportò, si calcola, almeno quattro milioni di pellegrini al Santuario. La costruzione della strada carrozzabile, che fu asfaltata nel 1964, ed il diffondersi delle auto, decretò la lenta agonia di questo mezzo di trasporto, anche se oggi c’è chi ne ripenserebbe una moderna riedizione.
E proprio legati ai mezzi di trasporto sono una buona parte degli ex voto custoditi nel Santuario, a testimonianza dell’importante funzione viaria che da sempre ha caratterizzato la Valpolcevera: l’incidente col carro, con la macchina, col treno, sono mille le testimonianze raccolte nelle grandi sale del Santuario, dimostrazioni della fede e della riconoscenza della gente della Valpolcevera e della Liguria tutta.
Ma perché la Guardia? Troppo facile, anche se comprensibile da un punto di vista devozionale, l’attributo a Maria che dal Monte Figogna «guarda» e protegge la città di Genova. In realtà sul Monte Figogna esisteva una delle tante torri di guardia che costellavano le nostre colline e le nostre coste, torri che, sin dai primi secoli dopo il mille, servivano quale importante mezzo di comunicazione tra la costa e l’entroterra. L’arrivo di navi o di eserciti nemici, lo sbarco di Saraceni, una mareggiata o la piena di un fiume, si segnalavano di torre in torre attraverso segnali di fuoco o di fumo, raggiungendo addirittura le città della pianura padana. Proprio sul monte Figogna, demolendo una vecchia cisterna, fu trovata una lapide con lo stemma della Repubblica di Genova e la data del primo novembre 1469, testimonianza probabile dell’esistenza di una manufatto sulla sommità del monte già in epoca antecedente l’apparizione della Madonna.