Pellegrini alla Mecca: 713 morti

Riad - Sono 713 i pellegrini musulmani che quest'anno sono deceduti per diversi motivi durante le giornate del "Hajj", l'annuale pellegrinaggio alla Mecca. A differenza degli anni precedenti si tratta di persone decedute per cause naturali, infarti occorsi durante l'esecuzione dei riti o per aver avuto altri tipi di malori. Non si sono registrati, invece, incidenti o episodi di persone decedute per la calca come invece avveniva in passato grazie all'ingente dispiegamento di forze di sicurezza e alle nuove infrastrutture realizzate in particolar modo nella valle di Mina dove vi svolge il rito della lapidazione di Satana, considerato il momento più pericoloso del "Hajj".

Più di mille sono le persone arrestate dalla polizia per accattonaggio o con l'accusa di furti. Infine, in un sondaggio condotto dalle autorità locali tra i pellegrini ai quali si chiedeva un parere sulla possibilità che le donne e gli anziani possano delegare a pagamento terze persone per l'esecuzione del rito della lapidazione di Satana, il 64% ha risposto positivamente considerandolo questo un modo per evitare la calca e le vittime delle edizioni passate.

L'Hajj è un dovere fondamentale nell'Islam che da 14 secoli muove milioni di musulmani verso le città sante di Mecca e Medina. Il pellegrinaggio è un obbligo che incombe su ogni musulmano adulto, uomo o donna, una volta nella vita, purché lo permettano la sua salute e i mezzi finanziari. L'Hajj ha luogo ogni anno, tra l'ottavo e il tredicesimo giorno del 'dhu al-hijjà, il 12° mese del calendario lunare musulmano.