Pellegrini risorge dalle acque ma avanti piano

I sorrisi non mancano dopo aver toccato per prima (e con una bella volata con la danese Friis) la piastra dei 400 stile al Settecolli Herbalife di Roma. Federica Pellegrini appare più rilassata dopo aver nuovamente allontanato i fantasmi di una gara spesso indigesta per lei. Troppo brutta e lenta la nuotata della Pellegrini a Debrecen, più incisiva ma ancora lontana dal top quella espressa nella piscina dei fasti mondiali capitolini di tre anni fa.
Ma il successo ha il rovescio della medaglia, ovvero quel tempo che sembra ancora alto. Almeno rispetto alle potenzialità di Fede e ai crono delle avversarie dirette (vedi Muffat, Adlington e Palmer). Dunque, passi avanti dopo il flop-choc del 400 europeo ma nel work in progress verso Londra (dove il debutto fra un mese e mezzo sarà proprio nella prova più temuta) suona un campanello d’allarme. «Le risposte che il mondo vuole ci saranno a Londra», annuncia la Pellegrini dopo la batteria del mattino. Aggiungendo che «era giusto giudicare Debrecen, ma forse si è ingigantito un po’ tutto. Troppo caos attorno a me e io stranamente tranquilla. Ma abbiamo constatato che con me le vie di mezzo non esistono, un po’ come nella mia vita».
Alla serenità espressa davanti a taccuini e microfoni fa da contraltare il volto più scuro nel colloquio post gara con il suo allenatore Rossetto. «Sono soddisfatta anche del tempo fatto in pieno carico di lavoro - dirà la Pellegrini dopo aver chiuso nel pomeriggio in 4’06’’03 le otto vasche romane, quasi due secondi meglio delle batterie -. In gara non mi sorprendo mai ma certo non me l’aspettavo così. Quando ho visto partire la Friis ho capito che voleva fare una gara forte: mi sono messa a fianco a lei e mi sono fatta portare fino agli ultimi 50 metri». Poi il punto con il tecnico che non può essere tutto rose e fiori. Rossetto si aspettava un crono inferiore di un paio di secondi e non nasconde una piccola delusione: «Federica si porta dietro un po’ di tensione per quanto accaduto a Debrecen, bisogna cambiare anche l’atteggiamento».
Oggi Fede dovrebbe tornare in vasca per gli 800 («le serve gareggiare», sottolinea Rossetto che vede nella doppia distanza un test per trovare il ritmo), anche se lei forse preferirebbe disputare solo i «suoi» 200 domani, pur essendo consapevole di aver bisogno di altre vasche. E non più solo di allenamento.