Pellegrino da Falerone

Pallegrino (o Peregrino) fu uno dei primissimi seguaci di s. Francesco d'Assisi. Era nobile, figlio del signore di Falerone in quel di Ascoli Piceno. Portato per le lettere, si iscrisse all'università di Bologna. Ancora studiava in quel 1222, quando in città giunse il Poverello a predicare. Pellegrino e il suo amico Rizziero (o Rizzerio) della Muccia andarono a sentirlo e rimasero così colpiti da chiedere subito al Serafico di poterlo seguire. Il santo acconsentì, ma disse loro chiaro e tondo che tutta la loro istruzione dovevano scordarsela. Francesco sapeva bene che, in quel tempo, i pochi che riuscivano ad addottorarsi montavano facilmente in superbia, e lui per i suoi voleva la massima umiltà. Si convinse ad aprire i suoi frati allo studio solo per merito di s. Antonio di Padova (il lisbonese Fernando de Bulhões, ex canonico agostiniano, l'ordine colto dell'epoca). Questa apertura permise ai francescani di affiancarsi ai domenicani nella lotta all'eresia catara e, in seguito, diede il via alla splendida stagione della Scolastica che ebbe protagonisti proprio i due ordini mendicanti. Ai cui dibattiti, tra l'altro, dobbiamo quella liceità del prestito a interesse senza il quale non si dà capitalismo (che, infatti, nacque proprio nell'Italia del Duecento). Pellegrino accettò volentieri la proposta di Francesco e vestì il rozzo saio grigio. Forse andò in pellegrinaggio in Palestina, ma non è sicuro. Le fonti gli attribuiscono molti miracoli, ma anche in questo caso non si ha nulla di certo. Pellegrino da Falerone, frate laico, morì nel 1240, l'unica cosa sicura.