Le Pen: "Camere a gas? Un dettaglio della storia". Le reazioni: "Non presiederà l'Europarlamento"

A 81 anni Jean-Marie Le Pen infiamma l'Europarlamento con le sue dichiarazioni sui campi di sterminio. Il leader del Fronte Nazionale dovrebbe presiedere la seduta inaugurale del parlamento ma popolari, socialisti e verdi vogliono impedirglielo. Schultz: "E' un vecchio fascista"

Jean-Marie Le Pen, attuale presidente onorario del Fronte Nazionale

Strasburgo - Jean-Marie Le Pen infiamma l’Europarlamento. I principali gruppi di Strasburgo, popolari, socialisti e verdi, hanno deciso di assumere ogni iniziativa per impedire al leader dell’estrema destra del Front National di presiedere l’Assemblea alla sessione inaugurale del 14 luglio. In base all’attuale regolamento, in caso di rielezione Le Pen avrebbe diritto a presiedere i lavori finchè non si vota il nuovo presidente, in quanto eurodeputato più anziano con i suoi 81 anni a giugno.

"Le camera a gas? Un dettaglio"
"Non accetteremo che la memoria di milioni di vittime del nazismo sia calpestata da un individuo come Le Pen", ha assicurato il capogruppo del Ppe, Joseph Daul. Poco prima il leader dell’estrema destra aveva causato una nuova bufera ripetendo nell’emiciclo la contestatissima frase del 1987: "Dissi semplicemente che le camere a gas sono un dettaglio nella storia della Seconda guerra mondiale, il che è chiaro". La sua risposta era diretta al capogruppo del Pse, Martin Schulz, che lo ha definito un "negazionista" e un "vecchio fascista". Per una modifica del regolamento servirebbe il consenso di tutti i capigruppo ma dall’iniziativa si è dissociato il leader dei liberali, Graham Watson, affermando che "non c’è motivo di trattare Le Pen diversamente dagli altri, anche se odiamo le sue politiche".