Pen Club italiano a Compiano vince l’assente Magris

da Compiano (Parma)
È stato assegnato ieri, nella piazzetta di Compiano (piccolo borgo dell’Appennino parmigiano), il Premio Letterario P.E.N. Club Italiano. Giunto alla XVI edizione, il riconoscimento è stato attribuito, dopo un emozionante «testa a testa», all’unico autore assente, Claudio Magris. Lo spoglio delle schede, con cui i soci del Pen Club hanno designato il vincitore fra i cinque finalisti, è avvenuto di fronte a un numeroso pubblico. Fin dall’inizio il presidente del Pen Italia, Lucio Lami, ha precisato che «Magris, che pure era già stato a Compiano nel 1999, come candidato al Premio, ha deciso da due anni di non partecipare più agli eventi letterari che prevedono una gara tra finalisti, sottraendosi recentemente al “Viareggio” e al “Campiello” ed ora anche al nostro premio. È una libera scelta che rispettiamo. Non abbiamo invece accondisceso alla proposta dell’editore di escludere Magris dalla cinquina perché nel Premio P.E.N. la selezione non è frutto di contrattazioni, ma delle scelte autonome dei soci».
Il libro con cui Magris ha ottenuto le 377 preferenze che gli hanno consentito di prevalere è Alla cieca (Garzanti). Dietro di lui Salvatore Niffoi (348 voti), con La vedova scalza (Adelphi), ha ritirato il premio in denaro che spettava al primo. A seguire Donatella Tesi (347 voti) con Il cancello chiuso (Manni), Pietrangelo Buttafuoco (339 voti) con Le uova del drago (Mondadori) e Giuseppe Conte (329 voti) forse penalizzato da quello che, a nostro avviso, è un merito: l’aver portato un’opera poetica, Ferite e rifioriture (Mondadori), a competere con altre di narrativa e di saggistica, per loro natura più congeniali al gusto del grande pubblico. Non sarà certamente un caso: la raccolta di poesie dell’autore ligure campeggia infatti fra le opere più significative del genere negli ultimi anni in Italia.
Ma il vero premio lo vince Lami, con la proposta di istituire un Premio Pen Club Europeo «che scelga lo scrittore europeo dell’anno, facendo votare gli scrittori associati dei venticinque Pen Nazionali d’Europa, come già avviene negli Stati Uniti. Operazione che, sul piano qualitativo, supererebbe il Nobel, dove una piccola giuria fortemente politicizzata, all’interno della quale non c’è un solo giurato che legga l’italiano, fa il bello e il cattivo tempo».
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