Pena confermata per Doina L’assassina con l’ombrello sconterà 16 anni di carcere

Roma Nessuno sconto di pena per Doina Matei. Dal carcere uscirà fra 16 anni. La prima Corte di assise di appello di Roma ha confermato la condanna per la giovane ex prostituta romena che il 26 aprile dello scorso anno in una affollata stazione della metropolitana uccise Vanessa Russo, una ragazza di 22 anni, sfondandole il cranio con la punta di un ombrello. La Corte di assise, dopo una camera di consiglio di poco meno di due ore, ha confermato la condanna inflitta a Doina in primo grado dal gup Donatella Pavone nel novembre dello scorso anno, al termine del giudizio abbreviato. Soddisfatta la mamma di Vanessa, Rita Russo, ieri in aula insieme con il marito Pino. «Diciamo che poteva andare peggio - ha detto Rita Russo - sono comunque soddisfatta per la sentenza, va bene così. È stata fatta giustizia, può bastare».
I giudici hanno riconosciuto la giovane romena responsabile di omicidio preterintenzionale. Lei ha assistito in lacrime alla lettura della sentenza pronunciata dal presidente Antonio Cappiello. Doina quindi, come sostenuto dal procuratore generale Alberto Cozzella, non uccise volontariamente Vanessa, con la quale aveva avuto poco prima un aspro diverbio. La morte della giovane romana scaturì da una tragica concomitanza di eventi. Ma tale giudizio non ha impedito ai giudici di emettere una sentenza che i difensori di Doina, gli avvocati Carlo Testa Piccolomini e Nino Marazzita hanno definito pesantissima. «Tecnicamente - ha detto l’avvocato Testa Piccolomini - la sentenza conferma la nostra tesi: Doina non voleva uccidere. Lascia l’amaro in bocca e sconcerta la condanna a 16 anni per una accusa di omicidio preterintenzionale che mi pare davvero abnorme». La difesa della giovane romena ha già annunciato che farà ricorso per Cassazione. A Doina i giudici non hanno concesso le attenuanti, condannando la giovane donna anche al pagamento di una provvisionale di 20mila euro per ciascuna delle parti offese.
«Su questa vicenda - ha sostenuto il difensore Marazzita nella sua arringa - ha pesato il clima che si respira in questi anni nel nostro Paese verso gli extracomunitari. Doina è una sventurata rimasta incinta a 15 anni, a 17 aveva già due figli ed è venuta in Italia spinta dal bisogno: la giustizia non deve essere vendetta».
Parole provocatorie, che hanno suscitato in aula la reazione della mamma di Vanessa: «Mia figlia non c’è più - ha detto la donna urlando fino ad essere allontanata dai carabinieri su disposizione della Corte - e lei avvocato sta facendo solo teatro».