Pena di morte: il record cinese In Iran anche minori giustiziati

I dati del Rapporto annuale di <em>Nessuno Tocchi Caino</em>: nel
2009 il boia ha agito, in 18 Paesi, per un totale di almeno 5.679 esecuzioni. Solo in Cina sono state giustiziate 5.000 persone. Al secondo posto c'è l'Iran, con 402 esecuzioni, poi l'Iraq (77) e gli Usa (52). Premio &quot;Abolizionista dell'anno&quot; a Jean Ping, presidente della Commissione dell'Unione Africana dal 2008<br />

Milano - Ancora una volta il record delle esecuzioni capitali va alla Cina. Lo rivela il rapporto annuale di "Nessuno tocchi Caino". Solo nel 2009 sono state giustiziate 5.679 persone in 18 diversi Paesi: in Cina le esecuzioni sono state cinquemila. Al secondo posto c'è l’Iran, con 402 esecuzioni, in terza posizione l’Iraq con 77, come ai tempi in cui c'era ancora S addam Hussein. Negli Stati Uniti il boia èentrato in azione 52 volte. A conti fatti la media è di uno a settimana. È possibile che esecuzioni siano state effettuate nel 2009 anche in Malesia, anche se non risultano conferme ufficiali. Statistiche. Freddi numeri di una pratica che, ancora oggi, vede nel mondo diversi Stati arrogarsi il diritto di togliere il bene più prezioso che appartiene all'uomo: la vita. Uno dei diritti "naturali" (vita, libertà e proprietà) che, per il filosofo inglese del Seicento John Locke, preesistono allo Stato. Intanto la battaglia degli abolizionisti va avanti.

Chi abolisce e chi torna indietro Non risulta vi siano state esecuzioni nei seguenti 9 Paesi che le avevano effettuate nel 2008: Afghanistan, Bahrein, Bielorussia (che però ne ha effettuate due nei primi mesi del 2010), Emirati Arabi Uniti, Indonesia, Mongolia (che nel frattempo ha deciso una moratoria delle esecuzioni), Pakistan, Saint Kitts e Nevis, Somalia. La Thailandia, invece, ha ripreso a praticarle dopo uno stop nel 2008. Nel 2010, Taiwan ha ripreso le esecuzioni (4) dopo cinque anni di sospensione. Anche in Palestina il Governo di Hamas a Gaza si è reso responsabile della ripresa delle esecuzioni (5) nel 2010, dopo una moratoria di fatto decisa dal presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese e durata cinque anni. 

Premiato l'abolizionista Jean Ping Il rapporto di "Nessuno tocchi Caino" è stato presentato a Roma in occasione della cerimonia di consegna del premio "L’Abolizionista dell’anno 2010". Il riconoscimento è stato attribuito a Jean Ping, presidente della Commissione dell’Unione Africana dal 2008. Prima di questo incarico, Ping è stato ministro degli Esteri del Gabon: durante il suo mandato, il paese ha approvato l’abolizione della pena capitale ed è stato protagonista della battaglia che ha portato, il 18 dicembre 2007, all’approvazione della "Risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali" da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. In seguito alla moratoria, sono stati 17 i Paesi di tutto il mondo ad abbandonare la pratica della pena di morte. I passi più significativi in questo senso sono stati fatti proprio in Africa: negli ultimi due anni, infatti, Ruanda, Burundi e Togo hanno abbracciato la causa dell’abolizionismo.